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perché l’amore freca. mercoledì 16 dicembre 2009

Posted by Gianvito Rutigliano in plin plon.
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Ieri sera tiravo fuori la macchina dal parcheggio.

Retromarcia, sguardo dietro. C’è un’altra auto. Cauto. Dentro ci sono due persone. Ancora più cauto, se la tocco se ne accorgono. Ah, i due ragazzini si stanno sbaciucchiando, meglio non farli spaventare. I due ragazzini staccano le labbra e non sono affatto ragazzini. Lei avrà oltre 45 anni, lui almeno 50. E si baciavano come pupetti.

Ecco.  La tenerezza me la immagino più o meno così. Perché subito dopo essermene accorto, ho sorriso come un ebete.

che cosa ho capito dell’affaire Vendola, guardandolo da Bologna. martedì 8 dicembre 2009

Posted by Gianvito Rutigliano in casa nostra.
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Al congresso del PD più o meno erano per Vendola. Poi, aspè aspè. Poi i Giovani Democratici hanno tributato una standing-ovation a Nichi Vendola, forse mettendo in imbarazzo il partito. Poi forse, solo casualmente, Sergio Blasi ha annunciato che il candidato del PD era Vendola.

E fin qui c’ero.

Poi a Roma hanno richiamato all’ordine puntando su punti sensibili: l’assetto di un’eventuale coalizione politica da fare con l’UDC, motivo politico più sensibile alla segreteria regionale in carica, e le motivazioni di ego personale del personaggio Emiliano. E la giostra è partita.

Blasi ha tirato su le mani a mò di “Aspì”. Emiliano ha detto subito (e Dio mi è testimone, l’ho capito subito, non è che ci volesse il succitato testimone) “Mai contro Vendola”. Il significato era: “Senza, sì”.

Adesso succede che la posizione del PD, o della sua segreteria regionale, identica di fatto a quella del suo presidente, è di “Nichi sì, ma non presidente”. Hanno influito tanti fattori, ma ridurre tutto a “D’Alema” è davvero infantile e incompleto. Comodo, certamente, ma totalmente incompleto. L’ego smisurato, la paura e l’incapacità politica sui tavoli coi partiti sta facendo il resto. Un bel resto grosso grosso.

Nichi Vendola ne ha fatti di errori. Tedesco è facile ricondurlo al PD per i fatti moderni, ma 5 anni non c’era certo PD che tenesse o esistesse. Lì, come forse oggi, il discorso era: “vuoi vincere? ti servono quei voti lì. li vuoi? devi dargli un malloppo. e rischiare la faccia”. La faccia di cui sopra è stato il costo dato cash al popolo, così come in altre cose importanti.

Gli assessori regionali, ancora oggi, richiamano alla real politik dei vertici, ovvero metodo virgolettato di sopra, senza sacrificare il presidente.

Il presidente, con la videolettera, si candida alla “chi c’è c’è”. E anche questo non va affatto bene. Così come non va bene mandare avanti gli altri per parlare con chi era stato indicato come naturale compagno della nuova coalizione, mai seriamente coinvolto.

Real politik, quindi, da parte di Blasi o di chi cazzo è davvero, e di Vendola.

Perché ora il mio amico Stefano mi dice “Sono troppo coscienziosi” e la logica di gente politicamente navigata dovrebbe dire questo, ma con due coalizioni di centrosinistra manderei a fanculo sicuramente il mio partito, ma anche Vendola, perché la colpa è di tutti. Se poi si ricrea un assetto e Vendola dice “troviamo un altro nome INSIEME” c’è un solo nome buono tra quelli sentiti. E non è Emiliano. Anche perché Vendola non lo farà mai. Ha mangiato la foglia da mesi, avvisatelo.

Morale della favola: in caso di crack, nessuno si senta escluso da un sonoro vaffanculo. Chi più, chi meno, ma la colpa è di tutti. E trovare un solo colpevole è un modo per sentirsi a posto con la coscienza. Qua si fa politica, non chiacchiere.

me l’avete condito con del sugo bolonnès’ domenica 6 dicembre 2009

Posted by Gianvito Rutigliano in plin plon.
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Visto che è sempre una buona abitudine scrivere, meglio riunire le famiglie e farlo su una sola piattaforma. E visto che questo blog sta(va) morendo, meglio usarlo anche per facezie o presunti tali, piuttosto che solo per robe serie, o presunte tali.

Scappo dalla città.

Sono a Bologna, nella cucina Valeriorum, degli emigrantes bitrittesi Stefano e Mario, assieme ad altri pezzi di Bitritto sparsi per l’Italia (Bubus e Vito Ma.) qui riuniti. La fuga dal paese, mai così distante nei miei pensieri, a causa mia e altrui, per fortuna o purtroppo, è stata propedeutica a raccogliere un po’ di ossigeno. E nella fresca e tagliente aria bolognese di ossigeno ce n’è tanto.

Quattro giorni lontano dalle miserie bitrittesi che quotidianamente sempre meno mi scalfiscono erano proprio utili. L’impegno nel voler fiaccare la mia carica, da parte di una manipolo di parameci, a tratti ha avuto successo, ma ora gli effetti vanno maggiormente scemando e io posso ricominciare a vivere nella mia tranquillità. Sì, persino Bitritto e alcuni suoi miserabili autoctoni possono dar pensieri. In questo sono stati molto bravi. Ma io sono più bravo.

Bologna l’ho ritrovata bellissima, larga, accogliente, freschetta non fino al congelamento. Rossa. I mattoni rossi. Quei mattoni rossi che avevo descritto come onnipresenti a Ehi e che lui mi ha portato a re-incontrare. Bella, una città che sento mia.

Una possibilità di cazzeggiare tranquillamente, pensando a me, a quanto sono fortunato nella mia condizione lavorativa e quindi/e inoltre di vita. La storia del piazzarmi tra 5 anni fuori mercato comincio a raccontarla sempre più spesso. Parlo ai miei amici veri di quanto Bitritto in pochi mesi sia passato dalla cima alla metà inferiore nella classifica degli interessi, di come più d’uno abbia deliberatamente deciso di farmi del male perché troppo impegnato a sistemarsi la ciambella sulla sedia e di quanto persino i miei abbiano subito un’offensiva in questo senso. La penna è più tagliente della spada, a volte lo dimentico, così come che l’invidia è una brutta bestia, ma in questa fiera di luoghi comuni c’è tempo anche per le cose serie.

Come gli amici. Questi qui, come sempre, ci sono. Altri ce ne sono e saranno presto incontrati. Lei c’è eccome.

Ecco. Cambiano ritmi, cambiano interessi. La vita da ottobre, tra l’agognato posto fisso su cui forse farò una riflessione e la laurea mi è totalmente cambiata. Vorrei ancora scrivere seriamente, ma devo trovare i tempi giusti da dare a ciò che mi interessa. Non mi va di mollare.

Ma certi punti fissi non cambiano mai. E io sono così proprio per questo.

Fine trasmissioni. Di svarioni penso ne farò ancora in quantità. Vi piaccia o no. Vi piaccia?

Call center INPS-INAIL, la battaglia continua mercoledì 12 agosto 2009

Posted by Gianvito Rutigliano in Uncategorized.
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da http://www.barilive.it/news/news.aspx?idnews=14385

Il calvario dei 170 lavoratori dell’unità produttiva della Omnia Service center, società appaltatrice del call center INPS-INAIL, non accenna a trovare una felice conclusione. Nel corso della mattinata di ieri le rappresentanze sindacali aziendali e CGIL, CISL, UIL e UGL hanno indetto un’assemblea davanti alla direzione provinciale INPS di Lungomare Nazario Sauro. Al centro, la pericolosa condizione dei prestatori di lavoro operanti presso gli stabilimenti EDS di Bitritto, da oltre un anno sul piede di guerra per la scadenza della commessa che permette loro di espletare il compito di “sportello virtuale” telefonico per conto dell’INPS e il mancato rinnovo della stessa da parte della Omnia. Quest’ultima (allora Omnia Network spa) nel 2002 aveva vinto, in consorzio con Poste Italiane e Intouch srl, l’appalto INPS-INAIL, assumendo lavoratori con contratti di collaborazione a progetto. Le tante vicissitudini avevano portato persino, mediante circolare n. 17/2007 del Ministero del Lavoro, la trasformazione di 24.000 rapporti precari (tra cui i 170 della Omnia) in posti a tempo indeterminato. La vittoria ottenuta, però, non servì a ricevere garanzie dalla società di vedere rinnovata la commessa, scaduta già da fine 2007. Da allora si sono susseguite proroghe trimestrali, mancati pagamenti delle retribuzioni, manifestazioni a Roma per l’inserimento di clausole di salvaguardia in caso di mancate partecipazioni alle gare nei contratti collettivi e interventi dell’assessorato regionale al welfare per una proroga fino a gennaio 2009.
Da mesi i sindacati sono impegnati in continui incontri con la società e gli appaltanti presso il Ministero del lavoro per ricevere assicurazioni sul destino dei 170 call centeristi, oggi più che mai con un piede nella fossa. L’apertura delle buste per l’assegnazione della nuova commessa pare arridere a un’altra società, la Transcom di L’Aquila, favorita da un basso costo del lavoro, ad oggi, secondo le sigle sindacali, non ufficialmente vincitrice. Per adesso, infatti, i suoi 500 lavoratori in cassa integrazione a seguito del sisma dello scorso aprile hanno ricevuto l’impegno a ricevere la commessa Tele2, e non ancora quella INPS-INAIL, per la cui assegnazione ci vorrà ancora qualche mese. Fino al 31 dicembre, comunque, sarà ancora la Omnia Service a gestire il servizio. Smentite quindi, secondo la relazione di Vito Gemmati, segretario generale della UIL-Comunicazione pugliese, le dichiarazioni del 7 agosto scorso di Gianfranco Giuliante, capogruppo PDL alla Regione Abruzzo, che davano per chiusa la partita. L’Omnia Service center, in difficoltà economiche, al centro dell’ennesima modifica degli assetti societari e che da febbraio fornisce a singhiozzo gli stipendi ai propri occupati, non pare affatto in grado di poter assicurare il rinnovo della commessa e le parti stanno pensando a diverse soluzioni. La professionalità, l’esperienza e la formazione acquisite, mediante fondi regionali ed europei, fanno dei lavoratori dell’EDS di Bitritto unità già pronte e ottimali, se non altro per la formazione dei nuovi occupati, secondo il segretario regionale dell’UGL-Telecomunicazioni Franco Ceglie (la Transcom, attualmente ai primi posti in graduatoria, possiede una sede anche a Modugno, utilizzabile per lo scopo).
L’obiettivo dell’assemblea, conclusa con un incontro tra una rappresentanza di sindacati e lavoratori col direttore provinciale dell’INPS, è stato quello di serrare i ranghi dei call centeristi verso una mobilitazione che li vedrà protagonisti subito dopo Ferragosto.«Abbiamo incontrato in delegazione i dirigenti provinciali esprimendo le nostra volontà e la nostra rabbia, rivendicando ciò che per noi è giusto – ci dice Stefania Santoro dell’RSA CGIL – ovvero tutelare la nostra occupazione, professionalità e competenza. Ci aspettiamo che il direttore si faccia portavoce di quest’istanza con i vertici nazionali». Le possibilità possono essere molteplici, dall’assunzione delle 170 unità da parte della società vincitrice l’appalto, alla loro ricollocazione, alla possibilità di adibirli alla formazione professionale. I contatti dei sindacati con le papabili vincitrici sono già avviati da mesi e qualche spiraglio, ancora insufficiente per tranquillizzare i lavoratori, potrebbe esserci. L’agitazione è appena all’inizio e i lavoratori pretendono di rimanere uniti per lottare. 170 famiglie attendono di conoscere il loro destino.

Oggi sciopero martedì 14 luglio 2009

Posted by Gianvito Rutigliano in plin plon.
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sciopero

Fitto bifronte: la clonazione martedì 30 giugno 2009

Posted by Gianvito Rutigliano in i bellissimi.
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Raffaele Fitto è uno degli enfant prodige nel nuovo centrodestra italiano. Ministro a quasi 40 anni, a coronamento di un cursus honorum di tutto rispetto fatto di un mandato da consigliere regionale della Puglia (a 21 anni), da un biennio da vicepresidente prima (a 26 anni) e un mandato da presidente poi della stessa regione (a 31), intervallati da una passeggiata all’europarlamento, per poi arrivare ai primi due mandati da deputato, col secondo costellato dall’assegnazione del ministero degli affari regionali. (continua…)

io vinco da solo. martedì 23 giugno 2009

Posted by Gianvito Rutigliano in casa nostra.
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bari-michele-emilianowebMichele Emiliano ha nettamente vinto il ballottaggio per la carica di sindaco di Bari, confermandosi dopo il suo primo quinquennio a Palazzo di città.

Il centrosinistra, a Bari, per anni ha potuto solo sognare di esprimere un sindaco, in una regione definita fino a pochi anni fa “l’Emilia nera”.

La verità è che Emiliano senza la copertura politica e l’impegno dei partiti non avrebbe vinto. Ma ancor più vero è che i partiti senza Emiliano avrebbero potuto continuare a vivere nel mondo dei sogni. E da militante di partito, questa è un’ammissione sincera, quanto non facile.

(continua…)

Stupidorisiko, la guerra stavolta è reale domenica 19 aprile 2009

Posted by Gianvito Rutigliano in casa nostra.
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pubblicato su http://www.barilive.it/news/news.aspx?idnews=13267

14.600 guerre nella storia. Stati, nazioni, imperi e potentati economici che si alleano, si combattono, si tradiscono e si distruggono. Come nel gioco del Risiko, ma con carri armati veri e soprattutto morti. Milioni e veri anche quelli, in uno Stupidorisiko, insomma, come quello tracciato nello spettacolo teatrale prodotto da Emergency e portato  a Bari grazie all’impegno degli attivisti del nostro territorio. A dare corpo a un monologo tragicomico e denso di riflessioni sulla follia dei conflitti, l’autore e interprete Mario Spallino, per la regia di Patrizia Pasqui. I fondi incassati nel corso della serata saranno destinati all’ospedale di Khartoum, in Sudan, sede di un centro specializzato in cardiochirurgia e totalmente gratuito, che la sede pugliese dell’associazione fondata da Gino Strada ha deciso di “adottare”.

(continua…)

Pino Masciari, l’Italia che non si arrende giovedì 16 aprile 2009

Posted by Gianvito Rutigliano in casa nostra, loro sì.
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“Testimone consapevole” per parafrasare un celebre romanzo. Pino Masciari è un imprenditore calabrese, stritolato per tanto tempo, come spesso accade, dalle richieste estorsive delle “‘ndrine” calabresi e non solo. Da quando, nel 1990, ha deciso coraggiosamente di denunciare il sistema criminogeno che lo minacciava, costituito anche da politici ed elementi delle istituzioni deviate e colluse, la sua vita è cambiata. Per sempre. (pubblicato su http://www.barilive.it/news/news.aspx?idnews=13226)

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riequilibrati/squilibrati. mercoledì 15 aprile 2009

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vauro_berlusca_napoleone_2006Quando Berlusconi ha pronunciato il diktat bulgaro era il 2002, proprio ad aprile. Avrei compiuto 18 anni dopo un mese, mi ritenevo già di sinistra e colsi la gravità del fatto perché fu colpito in particolare un mio personale riferimento come Enzo Biagi. Oggi, il giorno in cui la vendetta governativa è tornata a colpire, abbattendo Vauro Senesi, manca un mese ai miei 25 anni, continuo a ritenermi di sinistra, credo di voler fare il giornalista da grande e colgo la gravità del fatto benché non un fan spassionato del vignettista toscano.
(continua…)