non gioco più. Martedì 29 Aprile 2008
Posted by Gianvito Rutigliano in casa nostra, i bellissimi.Tags: d'alema, fassino, fioroni, follini, pd, rutelli, veltroni
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Credo che in questo momento di grazia per la destra italiana, il progetto più valido per momenti più felici passi per il Partito Democratico. L’idea rimane valida e moderna, ciò di cui ci sarà bisogno in Italia quando ci si sveglierà dal torpore berlusconiano.
Ma per essere vivo e vero il PD si deve liberare delle zavorre. O meglio, devono essere loro a levare le tende, perchè la gente (e i militanti) si sono stancati di chi sa già tutto, ma guarda caso fa perdere lo stesso.
E allora.
di tutta l’erba un fascio. Lunedì 28 Aprile 2008
Posted by Gianvito Rutigliano in i bellissimi.Tags: alemanno, giannini, pd, pdl, rutelli
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Foto: fonte repubblica.it
Ma pensate davvero che la gente debba bersi tutto? Ogni decisione calata dall’alto, dopo aver sentito l’odore della democrazia diretta e delle primarie?
E stavolta faccio un passo in più: se a Rutelli mancano 60mila voti in più di Zingaretti c’è un perchè. La gente è stufa dei politici che usano gli enti locali e le poltrone come caramelle. Adesso basta.
Lo dico con parole di Massimo Giannini su Repubblica:
(…)
La candidatura di Rutelli, al contrario, è il frutto dell’ennesima alchimia di laboratorio (o di loft). Una collocazione di “prestigioso ripiego”, per un dirigente che è già stato sindaco due volte, che ha corso e perso un’elezione politica nel 2001, che è stato vicepremier nel 2006 e che ora, nel nuovo organigramma del Pd sconfitto il 13 aprile, rischiava di ritrovarsi senza un “posto di lavoro”. L’opinione pubblica, di sinistra ma anche di centro e di destra, ne ha tratto la sgradevolissima impressione di una nomenklatura che usa le istituzioni come “sliding doors”. Porte girevoli, dalle quali si entra e si esce secondo opportunità pratica personale, e non secondo utilità politica generale.
(…)
Oggi è toccato a Roma. La deriva a destra è completata.
Vedremo se la destra radicata sul territorio manterrà la parola di sicurezza e spirito civico.
post post-vday. Sabato 26 Aprile 2008
Posted by Gianvito Rutigliano in casa nostra.Tags: grillo, v2day
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Acquistando la maggior parte dei quotidiani italiani oggi sarà difficile, se non impossibile, trovare un editoriale, un commento, un fondo qualsiasi che analizzi il significato del 25 aprile secondo Grillo.
Ho seguito solo alcuni passaggi del discorso della mente dei Vaffanculo day e non sono d’accordo su tutto. Ma se fossi stato Francesco Merlo su Repubblica avrei anche analizzato le richieste della piattaforma in modo più completo, anzichè soffermarmi – almeno oggi 26 aprile – sulla violenza dei toni di Grillo.
Invece solo l’ostentazione degli aspetti negativi e basta. Che negativi rimangono, per carità. Non mi piace che non esista un movimento, ma un popolo ben intenzionato che segua le direttive di uno solo. Puzza un po’ troppo. Tutte le incongruenze dell’intolleranza, che non ha fondamento etico, morale, religioso, scegliete voi il miglior campo semantico. La scelta del 25 aprile. Simbolico sarebbe stato farlo persino oggi 26: lo si poneva come “dopo la liberazione nazi-fascista celebriamo la liberazione dalla cattiva informazione” e non fai incazzare nessuno. E invece manco quello. E tante altre.
Il problema però c’è lo stesso. È stato messo in risalto, ci si è interrogati e vale la pena forse spendere due parole di elaborazione personale. Parrebbe invece di no.
Non mi piace l’inesistenza del movimento grillino. Non un movimento, ma una corte 90 su 100. Non mi piace lo snobbismo del giornalismo italiano, che deve prendere le distanze da alcune inaccettabili posizioni, ma pure elaborare una propria posizione sul problema posto di volta in volta, e lottare affinchè l’analisi del singolo diventi critica e non oro colato.
Fatto sta che non ho firmato. E non mi sento un servo per questo. Le motivazioni sono qui.
prova di ronda. Giovedì 24 Aprile 2008
Posted by Gianvito Rutigliano in i bellissimi.Tags: alemanno, fini
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No, cioè, si sa che la goliardia fa parte del DNA della destra italiana. Ma vedere Fini, al mercato per sostenere Alemanno, chiedere il permesso di soggiorno a un extra-comunitario ricordandosi di essere un pubblico ufficiale, fa un certo effetto. Tipo retrò, vintage, old-fashioned. Fascista?
fonte: Repubblica

ah, l’Italia… Martedì 22 Aprile 2008
Posted by Gianvito Rutigliano in i bellissimi.Tags: air france, alitalia, berlusconi
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E ora che Air France ha deciso di togliere il disturbo cosa succederà ad Alitalia?
Dai dai, è arrivato il momento di tirar fuori il coniglio dal cilindro, il presidente in pectore può sorprendere tutti i catastrofisti rivelando l’identità della cordata italiana interessata alla compagnia di bandiera.
Sarà roba di giorni… roba di… come?
Mi informano dalla regia che purtroppo la cordata non è pronta, a dispetto dai deliri pre-elettorali.
Cazzata post elettorale #1.
Spero di sbagliarmi.
black humor. Venerdì 18 Aprile 2008
Posted by Gianvito Rutigliano in i bellissimi.Tags: berlusconi, putin, russia
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E Berlusconi fece il gesto del mitra. Dopo una domanda poco gradita a Putin, rivoltagli da una giornalista russa, il premier in pectore pensa bene di stemperare il momento di tensione mimando con le dita un fucile. Inequivocabile per una categoria, come il giornalismo russo, su cui aleggia ancora la tragedia di Anna Politkoskaja.
Elegante come sempre. La credibilità internazionale del Governo italiano è tornata altissima.
Silvio è semper lù.
parola di leader. Mercoledì 16 Aprile 2008
Posted by Gianvito Rutigliano in loro sì.Tags: prc, sinistra arcobaleno, vendola
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Altra analisi puntuale e lucida sul crollo della Sinistra l’Arcobaleno. Parla Nichi Vendola, leader naturale della nuova sinistra. Che ha bisogno di essere moderna, ambiziosa, europea e seria. Seria. Seria.
fonte: l’Unità

(…)
Era soltanto questo la lista Sinistra arcobaleno, secondo lei?
«L’Arcobaleno è stato percepito come il logo che copriva cose vecchie, cose probabilmente inefficaci rispetto all’agire politico. Non è stato metabolizzato come il segno di un processo nuovo, come la prima prova del cantiere della sinistra che verrà».
Come ripartire?
«Ci sono due strade. Una è quella del suicidio, attraverso la ritirata burocratica negli accampamenti ridotti dell’identità».
Una risposta a quanti, come i vertici del Pdci, sostengono che avete perso perché avete abbandonato i simboli tradizionali e propone di ripartire dalla falce e martello?
«Se c’è qualcuno che intende consolarsi con questo tipo di elucubrazioni è libero di farlo. Però mi sembrano riti di esorcismo, piuttosto che analisi della realtà. Si può anche dire: è stato quel che è stato perché non c’era bisogno di una nuova sinistra, bisogna sventolare le bandiere della vecchia sinistra, riorganizzare le tende e gli eserciti. È un’ipotesi, certo. Ma io la considero un suicidio. E devo anche dire che non mi stimola molto, né culturalmente né umanamente».
L’altra ipotesi, allora?
«Per chi ha ancora dentro la propria testa una lezione di marxismo non dogmatico è l’analisi spietata del mondo di oggi, la costruzione di un cantiere che non è il museo della gloria del passato ma che è il luogo plurale e aperto in cui una nuova soggettività possa interloquire con le domande e i problemi del ventunesimo secolo. Bisogna ricostruire il proprio campo, i propri strumenti dell’agire politico, cioè il cantiere dell’Arcobaleno, quello che non è mai partito, che è stato solo annunciato su una scheda elettorale».
Non è mai partito dice? E gli stati generali, il simbolo unitario, il lavoro comune per le liste?
«Allora diciamo che è partito lentamente, molto lentamente, ma che ora deve ingranare la marcia del coraggio innovativo. Questa è l’unica prospettiva che io considero utile per la sinistra, per una sinistra che voglia essere utile al paese. Tutto il resto mi pare appartenere al folclore».
Questo processo richiede un ricambio delle classi dirigenti?
«L’ho detto prima della sconfitta elettorale. Ho parlato di me, ho detto che abbiamo il compito di lavorare per passare il testimone a una nuova generazione, e farlo in tempi rapidi. Ci vuole un nuovo alfabeto della sinistra, una nuova conoscenza della geografia del lavoro e dei lavori, c’è bisogno della disseminazione di luoghi nuovi che diano significato alla politica intesa come costruzione di una comunità».
l’Italia s’è destra. Martedì 15 Aprile 2008
Posted by Gianvito Rutigliano in casa nostra, i bellissimi.add a comment
Ieri, durante lo spoglio, dicevo a chi seguiva la tv: “Signori, stiamo vivendo la storia italiana. Sta cambiando la politica”.
Ho votato PD e ne sono contento. Ci abbiamo provato con tutte le forze senza riuscire a farcela. Ma non ho niente da rimproverare a Veltroni, che si è dimostrato un grande leader anche nella sconfitta.
Governerà una coalizione di centrodestradestra, sotto scacco della Lega Nord, autentica mattatrice delle politiche 2008 e ago della bilancia della politica del Berlusconi ter. Che sarà un programma spostato al Nord, che schiaccierà il Meridione e che non lascia speranza alla ripresa di un paese alle pezze.
E poi il dato de la Sinistra l’Arcobaleno, azzerata in entrambi i rami del Parlamento. Un’intera classe dirigente spazzata, dai propri errori e da un clima poche altre volte così avverso alla sinistra in genere. Saranno loro i primi a necessitare di una riflessione, di una nuova sinistra di tipo europeo, e non di gioco allo sfascio. E che parli anche a se stessa, senza cercare nella legge elettorale e nel PD i suoi detrattori. Perchè ottenere il 3 in Emilia Romagna e Toscana significa essere morti. E prendere la lezione da Bossi è terrificante “La sinistra si è concentrata sugli immigrati e ha abbandonato gli operai. Gli operai hanno lasciato la sinistra e hanno votato noi”.
Il verde schiaccia il rosso.
Saranno cinque anni molto lunghi. Occhi ed orecchi aperti.
caro pupone. Venerdì 11 Aprile 2008
Posted by Gianvito Rutigliano in i bellissimi, ipse dixit.Tags: berlusconi, totti
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Berlusconi su Totti che fa gli auguri al centro-sinistra: “Avrà tutti contro. Non ci sta con la testa”.
Caro Totti,
da grande campione quale sei mettici lo zampino tu.
A Francè, io famo sto cucchiaio? Se po’ ffa’?
cara vecchia ironia di sinistra. Mercoledì 9 Aprile 2008
Posted by Gianvito Rutigliano in i bellissimi.Tags: berlusconi, pd, pdl, sinistra arcobaleno, veltroni
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Come da programma gli ultimi giorni si stanno rivelando di inasprimento dei toni e delle posizioni, fuorionda di Zapatero docet. Veltroni sta cacciando fuori un po’ di palle. E Berlusconi, che è tutt’altro che sprovveduto, da una parte le spara grosse e accusa il PD, dall’altra ne esalta le qualità, per alimentare gli argomenti (unici) di campagna elettorale della Sinistra Arcobaleno: il famigerato Veltrusconi.
E sul messaggio di questo manifesto? Il leader e i suoi scagnozzi daranno il buon esempio?