post post-vday. Sabato 26 Aprile 2008
Posted by Gianvito Rutigliano in casa nostra.Tags: grillo, v2day
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Acquistando la maggior parte dei quotidiani italiani oggi sarà difficile, se non impossibile, trovare un editoriale, un commento, un fondo qualsiasi che analizzi il significato del 25 aprile secondo Grillo.
Ho seguito solo alcuni passaggi del discorso della mente dei Vaffanculo day e non sono d’accordo su tutto. Ma se fossi stato Francesco Merlo su Repubblica avrei anche analizzato le richieste della piattaforma in modo più completo, anzichè soffermarmi - almeno oggi 26 aprile - sulla violenza dei toni di Grillo.
Invece solo l’ostentazione degli aspetti negativi e basta. Che negativi rimangono, per carità. Non mi piace che non esista un movimento, ma un popolo ben intenzionato che segua le direttive di uno solo. Puzza un po’ troppo. Tutte le incongruenze dell’intolleranza, che non ha fondamento etico, morale, religioso, scegliete voi il miglior campo semantico. La scelta del 25 aprile. Simbolico sarebbe stato farlo persino oggi 26: lo si poneva come “dopo la liberazione nazi-fascista celebriamo la liberazione dalla cattiva informazione” e non fai incazzare nessuno. E invece manco quello. E tante altre.
Il problema però c’è lo stesso. È stato messo in risalto, ci si è interrogati e vale la pena forse spendere due parole di elaborazione personale. Parrebbe invece di no.
Non mi piace l’inesistenza del movimento grillino. Non un movimento, ma una corte 90 su 100. Non mi piace lo snobbismo del giornalismo italiano, che deve prendere le distanze da alcune inaccettabili posizioni, ma pure elaborare una propria posizione sul problema posto di volta in volta, e lottare affinchè l’analisi del singolo diventi critica e non oro colato.
Fatto sta che non ho firmato. E non mi sento un servo per questo. Le motivazioni sono qui.