non gioco più. Martedì 29 Aprile 2008
Posted by Gianvito Rutigliano in casa nostra, i bellissimi.Tags: d'alema, fassino, fioroni, follini, pd, rutelli, veltroni
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Credo che in questo momento di grazia per la destra italiana, il progetto più valido per momenti più felici passi per il Partito Democratico. L’idea rimane valida e moderna, ciò di cui ci sarà bisogno in Italia quando ci si sveglierà dal torpore berlusconiano.
Ma per essere vivo e vero il PD si deve liberare delle zavorre. O meglio, devono essere loro a levare le tende, perchè la gente (e i militanti) si sono stancati di chi sa già tutto, ma guarda caso fa perdere lo stesso.
E allora.
Basta con Massimo D’Alema, uno di quelli che se n’è sempre sbattuto del PD e che sotto i baffi aspettava solo che Veltroni perdesse per tornare in pompa magna.
Basta con Piero Fassino, che nonostante i buoni propositi non ha mai inciso e si è fatto mettere sotto da tutti. Con annessa signora. Con tutto il rispetto, ma se ne può fare a meno.
Basta con Francesco Rutelli, che silurato a Roma ora vorrebbe pure la presidenza del gruppo parlamentare al Senato.
Basta con Marco Follini, non per il suo passato da vicepremier di Berlusconi (già meriterebbe un pensierino), ma per il suo concetto di PD ovvero:
Ora occorre discutere dell’identità del Pd. Se è un partito di sinistra, anche socialdemocratico, beh la scommessa non mi riguarda più. Se invece capisce le sue difficoltà, unisce davvero le varie culture del Paese e dice no a Di Pietro, Grillo e i radicali, possiamo cambiare la strategia e andare avanti.
Qui del PD o ho capito male io o non ha capito un cazzo lui. Accetto di buon grado che un politico possa cambiare la sua idea in fatto di partiti, ma è necessario premiare il cambio di casacca con una carica importante come l’addetto alla comunicazione?!
Basta con Giuseppe Fioroni, che piazza la segretaria in Parlamento e forte di un inesistente successo tra i giovani nella sua parentesi di Ministro vorrebbe fare le scarpe a Bettini al coordinamento nazionale.
Basta con tutti gli ambigui, chi rema contro, chi è fermo a 20 anni fa e chi non degna di uno sguardo la base.
Confermo invece la mia fiducia a Veltroni, che ha avuto la sfortuna di beccarsi sta sciagura di compagni di viaggio.
Ripartiamo da lui.
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