su l’unità dà il meglio. Martedì 10 Giugno 2008
Posted by Gianvito Rutigliano in loro sì.Tags: rifondazione, vendola
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Ho sempre più l’impressione che Nichi Vendola sia l’uomo giusto per far ripartira la sinistra italiana. Mi riconosco ancora nel PD, ma non posso non guardare con attenzione con ciò che succede alla mia sinistra. Perchè la scomparsa (chiamiamola ancora così) della Sinistra l’Arcobaleno è una sconfitta per tutto il centrosinistra e una vittoria per una destra settaria e volta all’addormentare il dibattito.
Certo, dal canto suo la sinistra ha un grandissimo bisogno di rinnovarsi.
Solo un paio di risposte da l’Unità
(…)
Lei dice che non vuole sciogliere il partito, però propone una costituente della sinistra: come fanno a tenersi le due cose?
«Proponiamo un processo costituente. Sono due parole, entrambe importanti. Processo significa un cammino, la sperimentazione di luoghi nuovi nei quali restituire senso al fare politica. E costituente perché abbiamo di fronte una radicale desertificazione sociale e culturale della sinistra. Quella di oggi è una sinistra spiantata dalla terra del lavoro, dalle comunità urbane e anche dal senso comune. Si tratta appunto di rimettere radici nella società. Questo è il processo costituente. E sarebbe un po’ strano, per uno come me che nei 37 anni di militanza comunista ha fatto della critica alla forma partito uno dei fuochi della sua passione, costruire questo esclusivamente dentro il recinto della forma partito».
(…)
Che ne pensa della proposta di Diliberto di unire i comunisti, cioè Pdci e Prc?
«Che è esattamente il contrario di ciò che necessita. Quella è la scorciatoia del feticismo dei simboli, del tradizionalismo identitario. Io penso a un partito che abbia due obiettivi: rimettere in campo se stesso come un cantiere dell’innovazione e sentire preminente la necessità di contribuire a ricostruire il campo largo della sinistra».
(…)
Che vuole dire?
«Immaginare che un partito debba essere un piccolo gruppo è una scissione dalle necessità sociali. Noi abbiamo bisogno di un grande partito, di un Prc che abbia come obiettivo la ricostruzione di una sinistra di popolo. Questo è il punto vero del dissidio, siamo una minoranza ma non vogliamo essere segnati da una cultura minoritaria».
Chiarissimo.
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