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tonino, giorgia e il magnaccia. Domenica 29 Giugno 2008

Posted by Gianvito Rutigliano in i bellissimi, loro sì.
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saccà berlusconiIl già bassissimo livello della politica italiana continua nella sua parabola discendente.

Le nuove intercettazioni Saccà-Berlusconi, lungo il cavo telefonico della Rai, danno un ulteriore segnale del becero sistema delle raccomandazioni a nettissimo sfondo sessuale che vige spessissimo in Italia. Come se ci fosse necessità di dimostrazione. Come se non fossero bastate le prime (ora si parla di 8.400 telefonate; ma questi lavorano pure?!). Come tra l’altro già anticipato dallo stesso premier (“In Rai lavorano solo se di sinistra o se la danno”. A lui.)E per rimanere il linea il leader IDV Di Pietro spara a Berlusconi un bel “magnaccia”, per non farci mancare niente. Nessuno certo si scandalizza di una definizione del genere, dato il linguaggio di infima lega regalatoci dai media oggi, però forse un minimo di accortezza in più non guasterebbe, tanto per distinguersi dai “nemici”. Oltretutto per un episodio che a me, sinceramente, non fa più ribrezzo di altri. Ma che inserisce un ulteriore tasselo nell’orrendo mosaico che raffigura il presidente del Consiglio. Senza scordare che Bonaiuti ha risposto a Tonino, definendo il suo come “linguaggio da osteria”. Mica da bettola come quello del padrone.

Esprime con risoluta chiarezza il suo punto di vista in un’intervista sul Corriere una gradevolissima Giorgia Meloni, ministro alle poltiche giovanili. Fermezza e giustizia. Da destra.

Certe cose andrebbero imparate anche dai dirigenti di sinistra. Meno proclama, meno spettacolo, più sostanza. Altrimenti la buttiamo sul comico e addio.


Commenti»

1. Framaulo - Lunedì 30 Giugno 2008
2. Vito Macchia - Lunedì 30 Giugno 2008

Dai, Gianvì, che Tonino si è frenato pure… onestamente, non avrai pensato pure tu, leggendo una a caso tra le malefatte del Cavaliere Oscuro: “chiamì a stu chin d mmerd’ ” e altri simpatici epiteti, non certamente simili a “Silvio birichino” e probabilmente ben più pesanti di “magnaccia”. Figurati Tonino che certe cose le conosce nei dettagli da quasi 20 anni!

Approvo Di Pietro in toto, soprattutto perché, senza quella sua uscita, i media non se lo sarebbero nemmeno cagato e la storia delle intercettazioni sarebbe stata solo un pretesto in più per la loro legge vergognosa per “regolamentarle” (=farle sparire), a prescindere dal loro squallido contenuto. Lo ammiro perché non ha peli sulla lingua e le questioni che pone sono, al momento, di vitale importanza per la nostra democrazia (o quel che ne rimane).

Cmq alla Meloni le dò 5 e mezzo, di incoraggiamento, solo perché emerge una sua certa contrarietà (rischiando quindi di passare per comunista). Però lo dice in maniera più sfumata possibile, attenta a non pestare i calli a nessuno, nonostante la gravità politica della faccenda (a meno che non si confondano forma e sostanza a seconda di come faccia comodo). Di Pietro quando era Ministro e Mastella faceva le sue belle stronzate “bipartisan”, le sue opinioni non le ha mica sfumate.

Chiamiamo le cose con il loro nome.

3. Gianvito Rutigliano - Martedì 1 Luglio 2008

non la vedo così. per la prima parte, io ho pensato “ricottaro” e non “magnaccia” (:P). scherzi a parte, tu ed io possiamo pensare tutto e scrivere e dire altrettanto. ma non siamo deputati della repubblica. un minimo di ritegno. convengo assolutamente comunque che non debba scusarsi, ma che sia berlusconi a doverlo fare.
sulla meloni… be’, una 31enne ex leader di azione giovani che si lamenta a differenza degli altri lecchini è un passo grande. il confronto con di pietro vs mastella non regge semplicemente perchè lei non ha nessuna fama da personaggio da rispettare :P

4. Framaulo - Giovedì 3 Luglio 2008

Io faccio mio questo commento:
http://www.danielemartinelli.it/2008/06/29/berlsuconi-lesa-finessa/

PS: La Meloni se continua così le spezzeranno le ossa!