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unità d’intenti? Martedì 26 Agosto 2008

Posted by Gianvito Rutigliano in casa nostra.
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Oggi Marco Travaglio è il Re Mida delle notizie e dei punti di vista. Tutto ciò che tocca nei suoi articoli è oro colato per i lettori.

Se la sua vicina di casa ascoltasse a tutto volume Gigi D’Alessio turbando il suo aplòmb torinese, con un articolo scatenerebbe contro di lei un’orda assassina di lettori anti-melodica partenopea. Nel 75% dei casi attaccherei anch’io.

La polemica di questi giorni ha colpito il cambio di direzione a l’Unità, giornale per cui Travaglio cura una rubrica quotidiana da sei anni. Antonio Padellaro, direttore che con Furio Colombo ha rimesso in sesto un giornale già sepolto, è stato sostituito con l’ottima Concita De Gregorio dal nuovo editore Renato Soru.

Una scelta anticipata indirettamente da un’intervista di qualche mese fa alla De Gregorio che fece andare su tutte le furie il cdr del giornale fondato da Gramsci per i metodi poco ortodossi con cui di fatto si annunciava un’informazione di tale importanza.

Travaglio oggi nel suo “Scusate ma non ho capito” proprio non si capacita della scelta di Soru. Tesse le lodi di Padellaro, della stessa De Gregorio ultima ad essere chiamata in causa nel problema e de l’Unità. Roba da far impallidire Grillo e chi taccia il giornale rosso di essere un ulteriore schiavo del sistema. Poi si insinua il sospetto. Ci sarebbe un’intervista di qualche tempo fa a Veltroni sul Corriere dietro tutto ciò. Una sorta di “Editto uolteriano”. Un modo elegante per forare l’altra ruota del tandem Colombo-Padellaro e azzerare una linea editoriale forse troppo esplicita e mai troppo amata dal partito. Ds prima, Pd ora.

Ora. Sognare una donna al timone dello storico giornale del partito non mi pare poi questo ultimatum al direttore del momento, francamente. Che l’Unità sia IL giornale del Pd, altro che Europa o peggio ancora il Riformista, dopo essere stato quello dei Ds credo ci siano pochi dubbi. Ma ciò non toglie che un intervento ex machina per far fuori un direttore poco gradito sarebbe un oltraggio ai lettori e alla storia di un quotidiano tanto sfortunato quanto serio e meritevole di rispetto. Non vedo Veltroni burattinaio di Soru, ma l’addio di Padellaro dispiace. Condivido l’analisi di Travaglio, molto curata, nell’esprimere il suo affetto nei confronti di un lessico diretto e chiaro, poco edulcorato e di sinistra. Gli editoriali del direttore Padellaro non mi facevano impazzire, ma il suo ruolo era certo un altro e lo svolgeva egregiamente. Confido che la De Gregorio, da professionista qual è, sarà all’altezza dei suoi predecessori.

Così se ha davvero ragione Travaglio, dovranno buttare a mare anche Concita. Speriamo di no. Per entrambe le cose.

Commenti»

1. Anonimo - Mercoledì 27 Agosto 2008

Magari nell’intervista di Veltroni non c’era alcun diktat, solo un’anticipazione velata degli effetti di una decisione alla quale certamente lui ha preso più che parte.
Ad ogni modo, non solo in questa circostanza, è davvero antipatico sentire: “io per quel posto ci vedrei bene una donna”.
Modo misero per tentare di acquisire un patentino progressista pro-donne.

dario

2. Framaulo - Giovedì 28 Agosto 2008

Su Travaglio si può dire tutto il male, ma dove mai lo leggeremo un articolo tipo questo:
http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/post/2007080.html

E’ un grande, è innegabile.

Saluti,
chiacchiere e distintivo :-)

3. ogni giorno un aspetto in più. « la taverna di Lou. - Lunedì 27 Ottobre 2008

[...] hanno annunciato il cambio di direzione de l’Unità qualcuno ha pensato al peggio. La normalizzazione dell’informazione, il direttore sgradito al PD tolto di mezzo e altri [...]