vilipesi. Venerdì 12 Settembre 2008
Posted by Gianvito Rutigliano in casa nostra.Tags: carfagna, guzzanti sabina, vaticano
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La Procura ha deciso. La Procura di Roma, non il gran consiglio del gusto e della censura e del talento e della satira antica.
La Procura di Roma ha deciso che parlando di angeli froci coi forconi punzecchianti idealmente Joseph Ratzinger una volta svestite le mortali spoglie ci sono i presupposti per poter commettere un reato. Vilipendio. Non vilipedio di cose religiose, come da art. 404 del codice penale. La tesi del Corsera è particolare.
Le frasi al No Cav day della Guzzanti sarebbero perseguibili ex art. 290 del codice penale (vilipendio della Repubblica, delle Istituzioni costituzionali e delle Forze Armate), erroneamente indicato come del codice di procedura penale. E il Papa sarebbe equiparato al Capo dello Stato (il cui vilipendio è al 278, quindi già primo buco) in base al Concordato.
Ora. Il Concordato è qui. E a meno che non si parli della prima versione del 1929 – leggermente modificata nel 1984, giusto per togliere la religione cattolica come religione di Stato e altre piccole cose del genere (…) – non c’è alcuna equiparazione e mai potrebbe esserci.
Tesi assolutamente da smontare, quindi. Se non bastasse già questo, dico un’altra cosa.
A me, come ho già scritto, l’intervento della Guzzanti non piacque affatto. Lo trovai fuori luogo. Ma è ben diverso dal poter essere perseguita per vilipendio. Non c’è alcuna logica. Continuo a ritenere molto più gravi le parole sulla Carfagna e sui famosi e famigerati blow-job per far carriera e forse meritevoli di tirate di orecchie in maniera vigorosa. Ma sulle frasi contro il Papa non c’è storia. Devo solidarizzare con Sabina spassionatamente e sperare che la giustizia faccia il suo corso esatto cancellando questa sorta di intimidazione della richiesta da parte della procura.
Amen.
ebbrav il professore.
anche per me la Guzzanti fu fuori luogo.
cazzo però..ormai la libertà di espressione è finita nel culo dei preti.
che tristezza.