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e la grandezza della mia morale è proporzionale al mio successo. Mercoledì 24 Dicembre 2008

Posted by Gianvito Rutigliano in casa nostra.
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articolo-valzer-veltroniLa questione morale è un’occasionissima per il PD.

C’è, si vede e si sentiva già da prima del fragore provocato dalle indagini. Le prime teste tagliate, in un’inquietante decapitazione contemporanea, hanno dato il segno di un malessere diffuso, intimamente già conosciuto.

E i meno avvezzi a fare i conti con la propria etica hanno cominciato a farsela sotto.

Chi fa politica ha ogni giorno la possibilità di sporcarsi le mani. Ogni santo giorno, se vuole, può cadere in tentazione senza volersi liberare dal male. Non credo sia facile resistere, perché l’uomo tende ad arraffare, ma si può. Certo, chi crede di poter amministrare senza fare i conti, almeno con incontri e verifiche di compatibilità, con poteri forti e speculatori è un illuso. A meno di voler essere sindaco di Paperopoli. Ma anche lì zio Paperone ha i suoi interessi per tutelare il deposito.

Non si può fare a meno di dover pensare a inquietanti presenze sulla propria testa. Perché sì il politico stringe nella destra la palettina del croupier, ma il cittadino è un caprone.

Premesso ciò, una spiccata morale in un partito a vocazione maggioritaria e doverosamente opposto in tutto al PDL deve essere un elemento irrinunciabile. Non possono esistere affermazioni inquietanti a livello di “non ci facciamo fare le liste dalle procure” come Casini. Quella delle indagini giudiziarie è il modo che il partito ha di poter fare un po’ di pulizia. Necessaria pulizia. Non ci si può appoggiare, specie in questo periodo di grande esigenze di una politica onesta, a sospetti collettori di voti, soprassedendo sui loro metodi. I famosi capobastone. È assolutamente improponibile.

Non si può altresì limitare la questione morale alle questioni legate ai reati penalmente rilevanti, perché un amministratore ha tante altre esigenze e valori da rispettare, anche se non contemplati dai codici. C’è una deontolgia da osservare e metterla all’ultimo posto, implicitamente, è un segno di grande usura e scollamento con il popolo.

Non credo ai politici supereroi, posso accettare di buon grado uno con “più pelo sullo stomaco”, ma le storture causate dalla mancanza di un’impronta precisa del proprio partito sono inaccettabili. Non bisogna però cadere nel qualunquismo e stracciarsi le vesti chiedendo le dimissioni di un singolo per ogni starnuto. Le situazioni vanno analizzate singolarmente, con calma, e valutate senza farsi prendere dalla corsa alla ricerca del pelo nell’uovo. Ma almeno qua c’è l’evidenza, l’imbarazzo, il malcontento, il singolo e il partito devono prendere provvedimenti. Latorre docet.

I disonesti fuori. Sì, ma a tutti i costi. Rinnovamento. Sì, ma non togliendo dei vecchi e inserendo cloni o gente inesperta. Non è linfa vitale inserire tre inesperte (almeno due) come capolista alla Camera. Questa è cooptazione e non giova a nessuno. Tanto meno all’etica e alla credibilità. Ci vogliono idee, empirismo e coraggio. Altrimenti la classe politica rimarrà mediocre.

La scommessa che oggi il PD deve far propria è connessa a doppio filo a etica, giudiziaria e non, e formazione. Le indagini devono procedere. I giudici devono stare attenti perché la vita di una persona si può rovinare dalla sera alla mattina e un amministratore, che deve assicurare un’altissima pulizia, non è un ladro per forza. E qui Pescara forse docet.

Pezzi e voti se ne perdono quotidianamente. La gente è stanca. Le storture vanno raddrizzato. Sennò di nuovo non ci sarà mai niente. Non ci crede già nessuno.


Commenti»

1. V1T0 - Mercoledì 24 Dicembre 2008

Tranne che per il terzultimo paragrafo, mi trovi d’accordo. I vecchi (o esperti) si devono sottoporre anche loro periodicamente al giudizio dell’elettorato, della base. E’ bello comandare e basta, a prescindere dalle cazzate che si fanno o magari solo dalla mediocrità delle scelte commesse.

Le primarie erano un buon passo avanti, ma poi il PD le ha sospese, congelate o come diavolo si vuole dire. A pochi mesi dalle elezioni sembra tutto fermo ovunque. Come faccio a credere che il PD sia un partito democratico? Forse fra qualche lustro, spero, quando qualcuno dell’attuale dirigenza avrà steso i piedi. Per ora è un accozzaglia di vecchi generali volponi che hanno fatto una grande operazione di immagine per fondere due partiti, ma sotto sotto cercano di farsi le scarpe tra loro e soprattutto di fermare qualsiasi moto dal basso in nome della conservazione del proprio status.

Dopo due legislature, fuori dai maroni. Se questa gente concepisse la politica come servizio RESO al partito e ai cittadini, contnuerebbe a mettere la sua “esperienza” a disposizione anche fuori dai ruoli di potere istuzionali, nei congressi e nella determinazione delle linee guida della politica del partito, facedo valere le proprie ragioni con la dialettica democratica.

Il concetto dominante, tuttavia, è quello di politica come potere che una volta raggiunto serve a fare i cazzi propri, sistemare gente e fedelissimi vari, ordire inciuci misti etc., avendo la faccia tostissima di non dimettersi mai (autonomamente, prima che venga richiesto) anche in casi palesi. Se ti consola, non è un difetto che riguarda solo il PD. Ma a cui molti vertici del PD sembrano aderire.

Sintetizzando: per me il rinnovamento indica anche la “caduta” di teste “importanti”. Dove “caduta” è farsi da parte dai ruoli istituzionali una volta che si è dato il proprio contributo, che non è necessariamente a vita (anzi meglio breve ma intenso); “importanti” sono invece tali spesso solo per meriti di copertina di giornale, in quanto sulla stampa le malefatte e i demeriti (entrambi politici) rimangono spesso in secondo piano (es. D’Alema). Se venisse data anche ad altri la stessa visibilità, forse riterremmo le loro opinioni altrettanto importanti, non credi?

2. Marjiuano - Martedì 17 Febbraio 2009

Siamo un paese vecchio.. Un paese di persone disoneste dove il clientelismo è la norma. Se non sei ricattabile non puoi fare il politico.
Se non sei un politico, non entri in un giro per conoscere chi ha i soldi ( le banche ) e se conosci le banche abbastanza in profondità sei un politico e quindi per la condizione di cui sopra ricattabile e disonesto.

Ma questo non è niente di nuovo, era l’idea di Gelli prima che “facessero finta di fermarlo”. Conveniva a tutti destra e sinistra. Non esiste la destra e la sinistra. C’è chi parla ancora di fascisno e comunismo. Ma basta! E’ stata creata una serie di condizioni e una cerchia ristretta di gente per la quale non c’è un ricambio se non geerazionale. I figli succedono ai genitori.
E’ una monarchia didattoriale mascherata da democrazia. E noi come tanti coglioni siamo contenti. Finchè per la gente la massima espressione di democrazia sarà il televoto del grande fratello che pretendi ?