gli amministratori che proprio non ci meritiamo: giovanardi. Lunedì 16 Febbraio 2009
Posted by Gianvito Rutigliano in i bellissimi, ipse dixit.Tags: beppino englaro, berlusconi, eluana englaro, giovanardi, napolitano, onida, pdl, popolari liberali, sacconi
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L’Italia non ha fatto niente di male per meritarsi alcuni politici. O forse l’ha fatto. Li ha votati.
Carlo Giovanardi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alla famiglia. Presidente dei Popolari Liberali. Partito nuovo? No, una sigla buona per avanzare richieste nel PDL “in quota Popolari Liberali”. Transfugo UDC, folgorato dalla partecipatissima idea berlusconiana di un partito unico dei conservatori italiani.
Giovanardi è stato di recente in Puglia. La sua risposta a una domanda di un giornalista mi permetterà di precisare alcune cose, ben note peraltro, sul caso Eluana Englaro.
D: Siete favorevoli a una legge sul testamento biologico?
R: Siamo favorevoli a una legge che impedisca che una persona possa morire per una sentenza della magistratura (alzata di sopracciglio) che si sostituisce al Parlamento che è unico organo di rappresentanza del popolo.
Sarò analitico. Pezzo per pezzo.
La corte di cassazione, come tutti gli organi giudiziari italiani, emette sentenza “in nome del popolo italiano”. Anche nel caso Englaro in cui la cassazione ha di fatto autorizzato il protocollo che ha portato alla fine delle sofferenze della paziente la formula era presente. Non se ne sono dimenticati. I tribunali italiani agiscono in nome e per conto del popolo.
La magistratura non ha legiferato. È un potere a lei precluso. In caso di una così evidente inadempienza la Corte costituzionale avrebbe bloccato tutto. Non ha bloccato niente, lo sappiamo.
Il Parlamento non è stato superato dalla cassazione. Potrei dire quasi il contrario, ovvero che il Parlamento (all’inizio il Governo con la consueta decretazione d’urgenza stoppata da Napolitano) voleva superare la magistratura. Il concetto di “giudicato” infatti, oltre a significare impossibilità a impugnare ulteriormente la sentenza se passato il periodo in cui è consentito o se giunti in cassazione, prevede l’impossibilità che il dispositivo emesso possa essere travolto dallo ius superveniens. Ovvero da una legge successiva, altrimenti ogni Governo potrebbe legiferare per annullare ogni giudicato sgradito. Il parere fornito in via teorica dal presidente emerito della Corte costituzionale Onida, sbandierato come lasciapassare dal ministro Sacconi (grande delusione), è stato nettamente strumentalizzato. Il Governo italiano ha tentato di superare una sentenza passata in giudicato, minacciando di compiere un gesto di forte incostituzionalità. Il naturale processo della morte della Englaro ha evitato quest’ulteriore particolare macabro in una storia già di per sè triste.
Non c’è stato alcun reato. La procura di Udine non ha iscritto alcun reato, anche a seguito dell’autopsia. Tutto è andato secondo una sentenza di cassazione. In nome del popolo italiano. E del buon senso.
Dal sito del sottosegretario Giovanardi apprendo una sua ulteriore dichiarazione probabilmente in merito alla dichiarazione della giornalista Marinella Chirico, del Tgr del Friuli Venezia Giulia, l’unica a entrare nella stanza di Eluana in quanto con la famiglia aveva instaurato un rapporto di forte fiducia. («L’impatto è stato fortissimo e posso dire che Eluana è esattamente come si può immaginare possa essere una donna in stato vegetativo da 17 anni: irriconoscibile, assolutamente irriconoscibile rispetto alle foto che si vedono, una donna completamente immobile che gli infermieri e i sanitari costretti a spostarla ogni due ore per evitare che il corpo si piagasse»)
E’ in corso un micidiale tentativo di disinformazione, anche attraverso la Tv di Stato, sulla vicenda di Eluana Englaro, attraverso le testimonianze di persone introdotte alla sua presenza quando ormai era stata ridotta in fase terminale per mancanza di cibo ed acqua
Un processo di decomposizione di un corpo nel giro di pochi giorni. Questa sarebbe invece la corretta informazione secondo il sottosegretario. Qualcosa che va bene oltre la correttezza, la logica e il ruolo istituzionale che Giovanardi ricopre. Chissà, forse Beppino Englaro quando ha chiesto a Berlusconi e Napolitano di accertarsi di persona sullo stato di Eluana avrebbe dovuto estendere l’invito. Si sarebbero evitati fiumi di parole inutili e dannose, in un clima di fortissima tensione tra cattolici e laici, sulle ali delle quali questo Governo ha le carte in regola per allungare le mani sulla Costituzione.
L’onda lunga di Eluana non è affatto cessata con la meritata pace che non ha avuto per 17 anni. Che nessuno molli la guardia.
È vero che poteva sbrigarsela con un invito di gruppo, un macabro reality show o semplicemente mostrando delle foto più attuali, ma il padre non lo ha fatto per rispetto per la figlia moribonda e per condurre una battaglia ideale, di principio, nella massima legalità.
Giovanardi è un cattolico bacchettone. I cattolici perbene si sono espressi diversamente. Comunque non si capisce perché i cattolici bacchettoni e i vertici della chiesa si ostinino a chiedere leggi allo Stato italiano per far rispettare i loro principi religiosi anche da chi non li condivide. Alla faccia del libero arbitrio e del messaggio cristiano di libertà, ormai ridotto solo ad una cosa per riempirsi la bocca alle messe oceaniche papali.
Se uno è cattolico al 100% si atterrà ai comandamenti, testi sacri vari, volontà papali, prescrizioni varie e così via, ma deve essere una libera scelta e non un obbligo di legge. Se uno non è cattolico o comunque saranno ca$$i sua, lo Stato liberale moderno deve garantirgli di poter fare quello che vuole, fintanto che non lede i diritti altrui.
In un momento di crisi per la Chiesa, anziché convincere le “pecorelle smarrite” della bontà dei principi della loro fede, papa e cardinali auspicano interventi legislativi, ricorrono cioé ai cani da pastore. È questo comportamento, assecondato dalla disponibilità trasversale di moltissimi politici sciacalli ad assecondarli pur di prendere voti, che è il male assoluto di questa vicenda (e causa della arretratezza del nostro Paese, assieme a mafia e corruzione).