jump to navigation

il testamento di vito. gian. vademecum per giovani democratici e sinistra universitaria. Giovedì 26 Febbraio 2009

Posted by Gianvito Rutigliano in universiade.
Tags: , , ,
trackback

bannerMi piace pensare che i Giovani Democratici o gli ultimi mohicani della Sinistra Giovanile abbiano vinto le elezioni universitarie dell’ateneo barese, grazie all’affermazione dell’Unione degli Universitari agli organi centrali e nei periferici delle singole facoltà, in un’operazione politica non sempre riuscita nel corso degli anni per piccole e grandi difficoltà nella comunicazione tra le parti.

Con la formale costituzione dei Giovani Democratici, in particolare in terra di Bari, qualcosa è destinato a cambiare. Nella sua relazione di candidatura, il neo segretario Treglia ha parlato esplicitamente di università affermando

il primo, quello più importante, è che non dovremo essere MAI PIU’ DIVISI DENTRO L’UNIVERSITA’. Il secondo è che nell’UNIVERSITA’ NON POTREMO NON ESSERE, CHIARAMENTE OPPOSIZIONE ALLE ASSOCIAZIONI DI DESTRA E ALLE ASSOCIAZIONI CONSERVATRICI. Il terzo è che non possiamo ricordarci dell’UNIVERSITA’ SOLO IN PROCINTO DELLE ELEZIONI UNIVERSITARIE.

Come fare a realizzare questo punto ideale, in particolare il primo?

The Bonnie situation. Su questo blog mi sono occupato in lungo e in largo di associazioni universitarie. Il concetto, per me, è chiaro: senza calcolare Azione Universitaria le realtà di destra, meno esplicite di AU e più sbrilluccicose, simili al Governo, sono tantissime. Direi quasi tutte le definite “apartitiche”. La connotazione è meno evidente, più subdola, ma c’è e si vede nelle poltiche qualunquiste, i modi di creare consenso e gli appoggi ai partiti che inevitabilmente si creano (vedi questo post). La sinistra universitaria non può non rendersene conto, isolando e sputtanando queste situazioni, soprattutto prendendone le distanze. Oggi invece sono diversi i Giovani Dem presenti in queste realtà, magari per retaggi del passato e crescita in quelle aulette per mancanza di alternative.

Il rientro nei ranghi della Giovanile appena nata non può passare per un ordine di scuderia. Non credo si possa chiedere ai ragazzi e le ragazze da anni impegnati per le cause lecite di tutte le New Team o Muro del mondo di mollare “perché lo chiede il partito”. Ma i GD hanno l’obbligo di costituire una propria coscienza, anche vertendo sul confronto con questi soggetti, per poter essere credibili ed avere un’idea riconoscibile, anche in ambiti universitari, intorno a cui riunire i propri attivisti.

Back to the future. L’unica esperienza recente di organica realtà giovanile calata nelle facoltà, escluse le diverse esperienze di Sud e Samarcanda, è stata Università Democratica, imponente fusione delle forze di Giovani della Margherita e Sinistra Giovanile felicissima dal punto di vista dei voti, assolutamente poco convincente dal punto di vista politico. Una forma senza grandi contenuti, probabilmente anche per le diversissime esperienze e prospettive dei due gruppi che si andavano a incontrare. Oggi il processo dev’essere contrario. Organizzare gli interessati alla causa per dare una spina dorsale al prolungamento universitario dei GD e lavorare nelle facoltà. E possibilmente ritrovarsi nel solco dell’UDU, organica e radicata quasi ovunque. Un esempio di come si possano fare 2.000 voti politici e non per mera simpatia da laccetto.

The others. Negli ultimi anni l’altra grande realtà giovanile di partito a sinistra, i Giovani Comunisti, hanno deciso di abbassare la cresta autonomista e riconoscersi nell’UDU. Una scelta che giudico felice se rapportata alle numerose lotte comuni e le vicine idee. Ora i GC sono integrati nel sindacato studentesco, senza pretenderne quote, ma vedendo riconosciuto il merito dei propri (allo stato attuale ancora alla ricerca di una collocazione dopo lo scisma da Rifondazione) non per la propria tessera. I Giovani Democratici oggi forse non possono seguire lo stesso percorso, se non per casi singoli. Fosse per me, creerei una grande realtà di sinistra ponderata, capace di tenere a freno la fighetta e aprioristica presa di posizione dei Collettivi cittadini contro i partiti più moderati che spesso crea e ha creato più di una grana. Ma non sarebbe giusto nei confronti di quegli amici provenienti da case ancor più moderate, forse “impauriti” da un avvicinamento al rossore dei compagni del sindacato. Tanto vale fare un passo alla volta, sviluppando la propria personale idea e accendendo un cero a santa Pazienza con la speranza  che questa corrisponda alle istanze portate avanti dal principale soggetto di sinistra presente oggi.

Istruitevi. Agitatevi. Organizzatevi. Non mi hanno mai entusiasmato i partiti organicamente presenti nelle facoltà, ma oggi sono forse una necessità di formazione per dare corpo alle belle idee espresse nel 1^congresso provinciale dei GD baresi. Credo che però l’organizzazione del partito debba prevedere referenti ben precisi sul campo che portino avanti accordi, trattative e lotte comuni. Non mi piace che i segretari, leciti e necessari interlocutori, debbano guidare anche in queste condizioni. Va fatta, per me, una delocalizzazione de poteri. Il “responsabile università” (faccio un’ipotesi) deve portare le istanze del partito, dopo essersi confrontato con la base, il segretario, ma IN PRIMIS con gli studenti tesserati, ma deve farlo in prima persona. Non mi piace vedere laureati o gente fuori dalle facoltà da anni in prima linea in questo. Nelle giovanili, così come nei Collettivi spesso restii a liberarsi di “senatori scomodi”. Se si continua di questo passo nessuna giovanile avrà la credibilità di essere realtà radicata e non longa manus dell’interesse di un partito a trovare elettori, tesserabili o affini. La competenza e il merito deve passare anche per questo.

Sbucciami. Frutto fresco io sarò. Le elezioni di dicembre hanno portato un eccezionale avvicinamento tra neo GD e UDU. È un mattone. Quando ci saranno lotte e istanze comuni le vicinanze vanno enfatizzate. Quando ci saranno punti di divergenza, questi dovranno essere argomenti di discussione per integrarsi l’uno con l’altro, fino a quando sarà possibile, mai però con lo scontro “perché lo dicono i fighetti GD” o “perché lo dicono i comunisti UDU”. In questo tutti i Riccio e Treglia del mondo devono farsi garanti assoluti.

Con affetto e simpatia lascio qui la firma mia. La politica universitaria mi appassiona. Non mi ha visto protagonista per aver voluto dedicarmi in toto alla carriera da studente, ma attento osservatore e critico elettore sempre. Le esaltanti vittorie della sinistra universitaria sono per me motivo di orgoglio e dolore per non averci mai messo la firma, ma credo di poter dare il mio contributo anche con la dialettica e il ponte tra realtà (GD e UDU) di cui possiedo orgogliosamente la tessera. Sono (forse) vicino alla laurea e, per come la vedo io, tra poco fuori da queste logiche. Ma ho voluto dire la mia, così come la dirò con forza in ogni iniziativa utile in questo senso.

Tutto questo all’ateneo. Al PoliBa, col gigante Studenti Democratici a volte vicino a volte lontano dall’UDU, vedetevela voi. :P

Commenti»

No comments yet — be the first.