cui prodest sì. mercoledì 15 dicembre 2010
Posted by Gianvito Rutigliano in casa nostra.trackback
Leggo di alcuni amici che si chiedono, riguardando le foto di ieri a Roma, chi paghi per i danni creati dalla guerriglia o che osservano quanto sia stupido per un precario incendiare un’auto di un precario. Corretto, certo. La famosa risposta alla domanda sprovvista di seguito “E se la vetrina fosse stata del negozio di tuo padre? E se la macchina fosse stata la tua?”. Correttissimo, giustissimo.
Ciò che mi preoccupa ancora di più, però, è che certe scene possano diventare la quotidianità. Quella di ieri era una sorta di prova generale. Il teatro era di prestigio, il pubblico delle grandi occasioni. Il nome dello show degli attori e dei registi/attori mischiati era “Ecco cosa può succedere da un secondo all’altro: preparati, Italia”.
Ma perché siano tutti gli aquilani, operai, precari, studenti, fottuti e senza futuro d’Italia è questione di un attimo. E lì non ci saranno proprietà che tengano. L’Italia, già al collasso, esploderà definitivamente tra le fiamme delle manifestazioni dei violenti, a cui si uniranno tutti i disperati in cerca di soluzioni. Non è ancora successo, ma pensare che possa davvero accadere, mi fa svenire dal dolore.
La violenza non la posso sopportare. Ma la disperazione può portare al non-ritorno. Stavolta in maniera definitiva.
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