questo matrimonio s’ha da fare? almeno un pacs… venerdì 17 dicembre 2010
Posted by Gianvito Rutigliano in casa nostra.trackback
Probabilmente starò diventando vecchio, perché non riesco a rispondere più “Perché no!” alla domanda “Perché no?”. Provo a spiegarla alla carlona e magari di scriverci meglio su dirittodicritica.
Parlo del matrimonio che ha proposto Tonino al Bersa e a Vendostar (geniale soprannome dato dal mio amico Campanile). Il Bersa, che ha la dote più consistente da mettere in comunione di beni, cincischia. Vendostar, che di solito su ogni argomento ha già pronta la risposta e la poesia giusta da settimane, tace. Tonino s’incazza e dice: “Non mi vuoi sposare, zoccola? E’ perché c’è un altro, vero?!”.
Vero. C’è un altro nella mente, più che nel cuore, del Bersa. Ma non per farci un matrimonio. Credo di aver capito per fare un patto a tempo determinato. Precariato politico, insomma. Questo interlocutore si chiama Terzo Polo, la famigerata famiglia formata da Fli, Udc, Api e altri cugini e parenti vari.
Peste e corna su quel cornuto del Bersa. La sua famiglia gli vieta di sposare i due di sopra, in particolare la vecchia zia Letta e i fioroni del giardino della casa che porta in dote. Fini, quello (ora) del terzo polo, dice “Alle elezioni da soli, mai col PD”. E questo rinfacciano i detrattori del Bersa al povero spaesato segretario.
Io la vedo così. Bersani vorrebbe tanto sposarsi, ma non è lui a dover dire “sì”, ma il PD intero, frenato da un’assemblea molto frammentata. Il matrimonio produrrebbe il famigerato Nuovo Ulivo. Il Nuovo Ulivo, occhio eh, è sicuro. Si fa per forza. Prima o dopo, questi si sposano. Ma. Allo stato dell’arte in Italia stiamo nella merda. Ci siamo da tanto, sì, ma ora siamo a un passo da trasformare la guerriglia romana di qualche giorno fa in quotidianità. La gente non ce la fa più. Bersani ha l’obbligo di essere il più responsabile della compagnia, perché ha più voti e perché ha un partito. Quindi è disposto a barattare il suo sogno di famiglia, coi figli e tutto, per un pacs di, boh, un annetto per fare una legislatura di riforme, per neutralizzare l’ultima ondata di merda berlusconiana. Elettorale, senza cui evoglia il Nuovo Ulivo ad azzoppare la capa. Dell’istruzione, magari. Economica, perché siamo a terra terra terra. Del lavoro. E poi tutti a casa. Sciogliere le camere e andare a elezioni (stavolta) vere, con le primarie per il premier che paiono l’unico interesse del Vendostar, con i matrimoni, i figli, le cene con tutti i parenti e mazzi vari.
Ma se si mettono tutti insieme, specie con i Rutelli, le Binetti, ecc. faranno solo i cazzi loro. Vero, possibile. Per quello i partiti, quelli responsabili e pure gli irresponsabili, devono fare patti chiari, seri, definiti. In quest’anno insieme si fa questo, questo e quest’altro. Se no cadiamo nella merda del tutto e il Paese diventa una polveriera. Stavolta in modo irreversibile.
Per un anno massimo (non per viverci insieme e sognare la riforma dei diritti civili con gente come Dorina Bianchi e i difensori della famiglia di stocazzo) io sono pronto ad aspettare il matrimonio. Ma solo a condizioni certe, non a tromba. Dopodiché programmi, forum, centrosinistra vero e tutte le altre riforme necessarie (quelle da fare a botte di maggioranza, non quelle condivise) a iosa.
Un sacrificio lo faccio perché di Bersa mi fido. Ma poi mi voglio sposare. Il treno sta passando per l’ultima corsa. Zumb!
Detto questo, avrei preferito il governo tecnico o di larghe intese o boh, ma tant’è…
Questa è bella:
- @Gianvito: Dunque, terzo polo?
- a tempo determinato. mi alzo la manica, infilo la mano nella merda, trovo quello che avevo perso e mi vado a lavare con la varichina.
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