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	<title>la taverna di Lou.</title>
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		<title>la taverna di Lou.</title>
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		<title>Call center INPS-INAIL, la battaglia continua</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Aug 2009 07:16:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianvito Rutigliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[da http://www.barilive.it/news/news.aspx?idnews=14385
Il calvario dei 170 lavoratori dell’unità produttiva della Omnia Service center, società appaltatrice del call center INPS-INAIL, non accenna a trovare una felice conclusione. Nel corso della mattinata di ieri le rappresentanze sindacali aziendali e CGIL, CISL, UIL e UGL hanno indetto un’assemblea davanti alla direzione provinciale INPS di Lungomare Nazario Sauro. Al centro, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gianvitorutigliano.wordpress.com&blog=3092542&post=595&subd=gianvitorutigliano&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:right;">da <a href="http://www.barilive.it/news/news.aspx?idnews=14385" target="_blank">http://www.barilive.it/news/news.aspx?idnews=14385</a></p>
<p>Il calvario dei 170 lavoratori dell’unità produttiva della Omnia Service center, società appaltatrice del call center INPS-INAIL, non accenna a trovare una felice conclusione. Nel corso della mattinata di ieri le rappresentanze sindacali aziendali e CGIL, CISL, UIL e UGL hanno indetto un’assemblea davanti alla direzione provinciale INPS di Lungomare Nazario Sauro. Al centro, la pericolosa condizione dei prestatori di lavoro operanti presso gli stabilimenti EDS di Bitritto, da oltre un anno sul piede di guerra per la scadenza della commessa che permette loro di espletare il compito di “sportello virtuale” telefonico per conto dell’INPS e il mancato rinnovo della stessa da parte della Omnia. Quest’ultima (allora Omnia Network spa) nel 2002 aveva vinto, in consorzio con Poste Italiane e Intouch srl, l’appalto INPS-INAIL, assumendo lavoratori con contratti di collaborazione a progetto. Le tante vicissitudini avevano portato persino, mediante circolare n. 17/2007 del Ministero del Lavoro, la trasformazione di 24.000 rapporti precari (tra cui i 170 della Omnia) in posti a tempo indeterminato. La vittoria ottenuta, però, non servì a ricevere garanzie dalla società di vedere rinnovata la commessa, scaduta già da fine 2007. Da allora si sono susseguite proroghe trimestrali, mancati pagamenti delle retribuzioni, manifestazioni a Roma per l’inserimento di clausole di salvaguardia in caso di mancate partecipazioni alle gare nei contratti collettivi e interventi dell’assessorato regionale al welfare per una proroga fino a gennaio 2009.<br />
Da mesi i sindacati sono impegnati in continui incontri con la società e gli appaltanti presso il Ministero del lavoro per ricevere assicurazioni sul destino dei 170 call centeristi, oggi più che mai con un piede nella fossa. L’apertura delle buste per l’assegnazione della nuova commessa pare arridere a un’altra società, la Transcom di L’Aquila, favorita da un basso costo del lavoro, ad oggi, secondo le sigle sindacali, non ufficialmente vincitrice. Per adesso, infatti, i suoi 500 lavoratori in cassa integrazione a seguito del sisma dello scorso aprile hanno ricevuto l’impegno a ricevere la commessa Tele2, e non ancora quella INPS-INAIL, per la cui assegnazione ci vorrà ancora qualche mese. Fino al 31 dicembre, comunque, sarà ancora la Omnia Service a gestire il servizio. Smentite quindi, secondo la relazione di Vito Gemmati, segretario generale della UIL-Comunicazione pugliese, le dichiarazioni del 7 agosto scorso di Gianfranco Giuliante, capogruppo PDL alla Regione Abruzzo, che davano per chiusa la partita. L’Omnia Service center, in difficoltà economiche, al centro dell’ennesima modifica degli assetti societari e che da febbraio fornisce a singhiozzo gli stipendi ai propri occupati, non pare affatto in grado di poter assicurare il rinnovo della commessa e le parti stanno pensando a diverse soluzioni. La professionalità, l’esperienza e la formazione acquisite, mediante fondi regionali ed europei, fanno dei lavoratori dell’EDS di Bitritto unità già pronte e ottimali, se non altro per la formazione dei nuovi occupati, secondo il segretario regionale dell’UGL-Telecomunicazioni Franco Ceglie (la Transcom, attualmente ai primi posti in graduatoria, possiede una sede anche a Modugno, utilizzabile per lo scopo).<br />
L’obiettivo dell’assemblea, conclusa con un incontro tra una rappresentanza di sindacati e lavoratori col direttore provinciale dell’INPS, è stato quello di serrare i ranghi dei call centeristi verso una mobilitazione che li vedrà protagonisti subito dopo Ferragosto.«Abbiamo incontrato in delegazione i dirigenti provinciali esprimendo le nostra volontà e la nostra rabbia, rivendicando ciò che per noi è giusto – ci dice Stefania Santoro dell’RSA CGIL – ovvero tutelare la nostra occupazione, professionalità e competenza. Ci aspettiamo che il direttore si faccia portavoce di quest’istanza con i vertici nazionali». Le possibilità possono essere molteplici, dall’assunzione delle 170 unità da parte della società vincitrice l’appalto, alla loro ricollocazione, alla possibilità di adibirli alla formazione professionale. I contatti dei sindacati con le papabili vincitrici sono già avviati da mesi e qualche spiraglio, ancora insufficiente per tranquillizzare i lavoratori, potrebbe esserci. L’agitazione è appena all’inizio e i lavoratori pretendono di rimanere uniti per lottare. 170 famiglie attendono di conoscere il loro destino.</p>
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		<title>Oggi sciopero</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 07:48:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianvito Rutigliano</dc:creator>
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		<title>Fitto bifronte: la clonazione</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 08:21:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianvito Rutigliano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Raffaele Fitto è uno degli enfant prodige nel nuovo centrodestra italiano. Ministro a quasi 40 anni, a coronamento di un cursus honorum di tutto rispetto fatto di un mandato da consigliere regionale della Puglia (a 21 anni), da un biennio da vicepresidente prima (a 26 anni) e un mandato da presidente poi della stessa regione [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gianvitorutigliano.wordpress.com&blog=3092542&post=587&subd=gianvitorutigliano&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><strong><img class="alignleft" style="border:0 none;" src="http://img145.imageshack.us/img145/5705/fittoarrestato.jpg" alt="" width="200" height="149" />Raffaele Fitto </strong>è uno degli <em>enfant prodige</em> nel nuovo centrodestra italiano. Ministro a quasi 40 anni, a coronamento di un cursus honorum di tutto rispetto fatto di un mandato da consigliere regionale della Puglia (a 21 anni), da un biennio da vicepresidente prima (a 26 anni) e un mandato da presidente poi della stessa regione (a 31), intervallati da una passeggiata all&#8217;europarlamento, per poi arrivare ai primi due mandati da deputato, col secondo costellato dall&#8217;assegnazione del<strong> ministero degli affari regionali</strong>.<span id="more-587"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Una carriera bruciante, caratterizzata da un profilo del personaggio piuttosto rigoroso, nell&#8217;aspetto fisico, la serietà nel viso e, a volte, dall&#8217;irascibilità spiccata (nella campagna elettorale che lo vide sconfitto alle regionali del 2005, Nichi Vendola lo fece andare fuori dai gangheri più volte). Ma accompagnata dal suo essere figlio d&#8217;arte: del papà Salvatore prima, esponente DC e anch&#8217;egli governatore della Puglia prematuramente scomparso, e del presidente Berlusconi poi, che non ha esitato più volte a definirlo suo &#8220;<strong>delfino</strong>&#8220;, col tragi-comico soprannome de &#8220;<strong>la mia protesi</strong>&#8220;, manna dal cielo per i suoi detrattori di centrosinistra.</p>
<p style="text-align:justify;">Non dimenticherò mai la risolutezza con cui affrontò le telecamere al momento della sconfitta con Vendola nel 2005, in elezioni che nessuno credeva potesse perdere. Posa degna, parole ferme, la promessa di volersi dedicare solo agli affetti personali: un 36enne rampante che prendeva atto della debacle, senza imputarla ai <strong>comunisti</strong> o all&#8217;11 settembre. E lì la promessa di Berlusconi di non dimenticarsene.</p>
<p style="text-align:justify;">Serietà, dicevamo. Giudicate voi. Aldilà dell&#8217;<strong>insofferenza</strong> e dell&#8217;<strong>argomento</strong>, tipici del neo centrodestra pidiellino, della sconfitta elettorale come sinonimo di azzeramento della libertà di espressione, sembra sempre una persona seria.</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://gianvitorutigliano.wordpress.com/2009/06/30/fitto-bifronte-la-clonazione/"><img src="http://img.youtube.com/vi/nRtcz2tL5zc/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p style="text-align:justify;">Fino alla sua consacrazione definitiva col dicastero, però. Lì la <strong>mutazione</strong>, nei costumi politici e nell&#8217;aspetto fisico. La &#8220;protesi&#8221; che assume i caratteri dell&#8217;organismo ospite. Ancora un video:</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://gianvitorutigliano.wordpress.com/2009/06/30/fitto-bifronte-la-clonazione/"><img src="http://img.youtube.com/vi/eoTkXl4mOy0/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p style="text-align:justify;">Osservatelo bene. Apparente voglia di ascoltare l&#8217;interlocutore, ricerca del consenso anche dai sassi modello &#8220;<strong>sono al 71%</strong>&#8221; e soprattutto il sorriso magico. Avrò visto sorridere Fitto, da Governatore, un paio di volte in cinque anni. Ora sorride in continuazione. È la facciata di una terribile <strong>berlusconizzazione dell&#8217;uomo</strong>, che non si limita al profilo pubblico esteriore.</p>
<p style="text-align:justify;">Fitto <strong>cannibale</strong>, che senza apparenti meriti da statista, ha mangiato totalmente la politica regionale pugliese diventandone unico tiratore di fili. Decide lui i candidati alle varie cariche, gli altri si limitano a ballare attorno.</p>
<p style="text-align:justify;">Fitto <strong>vendicativo</strong>, come il presidente del Consiglio, che promette (e ottiene) la peste per quella regione che gli ha voltato le spalle, con il <a href="http://www.cgilfoggia.it/news/default.asp?id=1944" target="_blank">taglio dei fondi FAS</a> e quotidiane angherie, magari meno eclatanti, ma altrettanto <strong>pesanti per le spalle dei pugliesi</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">Fitto <strong>controllore degli affari propri</strong> che, con la preziosa collaborazione dell&#8217;altro principe ereditario al regno di Berlusconia (il ministro <strong>Alfano</strong>), riesce a ricevere<a href="http://www.google.it/url?sa=t&amp;source=web&amp;ct=res&amp;cd=1&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.corriere.it%2Fcronache%2F09_aprile_01%2Ffitto_ispettori_procura_bari_6a469f08-1e81-11de-9011-00144f02aabc.shtml&amp;ei=6sFJSvC0Do6qsAbp-rHGBQ&amp;usg=AFQjCNEogibK171s_BahPLJ9eMk_9yD0OQ&amp;sig2=GkOTOELscxcVgTXD9yxSaw" target="_blank"> l&#8217;arrivo</a>, presso la Procura che indaga su di lui, degli ispettori del ministero della giustizia.</p>
<p style="text-align:justify;">Fitto sorridente, ormai, in ogni occasione, che <strong>non accetta </strong>più le sconfitte.</p>
<p style="text-align:justify;">Berlusconi sa di non essere eterno. E sa che il rinnovamento è una delle chiavi per il cuore degli elettori. Ha affidato due ministeri a due under40, e ora li sta facendo crescere <strong>a sua immagine e somiglianza</strong>, così che al momento della sua rinuncia (a favore del Quirinale?) possano continuare, per lui, il lavoro iniziato dal 1994. Fitto è uno dei due rampolli. E gli effetti, oggi, sono sempre più evidenti.</p>
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		<title>io vinco da solo.</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Jun 2009 13:40:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianvito Rutigliano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Michele Emiliano ha nettamente vinto il ballottaggio per la carica di sindaco di Bari, confermandosi dopo il suo primo quinquennio a Palazzo di città.
Il centrosinistra, a Bari, per anni ha potuto solo sognare di esprimere un sindaco, in una regione definita fino a pochi anni fa &#8220;l&#8217;Emilia nera&#8221;.
La verità è che Emiliano senza la copertura [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gianvitorutigliano.wordpress.com&blog=3092542&post=584&subd=gianvitorutigliano&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img title="bari-michele-emilianoweb" src="http://gianvitorutigliano.files.wordpress.com/2009/06/bari-michele-emilianoweb.jpg?w=150&#038;h=191" alt="bari-michele-emilianoweb" width="150" height="191" align="left" />Michele Emiliano ha nettamente vinto il ballottaggio per la carica di sindaco di Bari, confermandosi dopo il suo primo quinquennio a Palazzo di città.</p>
<p>Il centrosinistra, a Bari, per anni ha potuto solo sognare di esprimere un sindaco, in una regione definita fino a pochi anni fa &#8220;l&#8217;Emilia nera&#8221;.</p>
<p>La verità è che Emiliano senza la copertura politica e l&#8217;impegno dei partiti non avrebbe vinto. Ma ancor più vero è che i partiti senza Emiliano avrebbero potuto continuare a vivere nel mondo dei sogni. E da militante di partito, questa è un&#8217;ammissione sincera, quanto non facile.</p>
<p><span id="more-584"></span>Il centrosinistra ha potuto vincere &#8220;in quanto tale&#8221; in città come Bologna e Firenze, ma il caso Bari è un&#8217;altra storia. A Bari il centrosinistra ha vinto perché i baresi si sono identificati con Michele Emiliano, come sindaco e come leader di coalizione. Principalmente come amministratore e come uomo vicino alla gente. Gli stessi partiti, con gli stessi candidati consiglieri ma un diverso candidato sindaco presumibilmente, nella Bari difficile da espugnare, avrebbero avuto poche speranze.</p>
<p>Emiliano rappresenta un collegamento vero tra città e palazzo, unico aspetto (oltre ovviamente ai risultati concreti) che la gente desidera. &#8220;Il Sindaco dei baresi&#8221; non a caso. Che piaccia o no. Un amministratore capace, che ha fatto del coinvolgimento (perché no, anche con punte &#8211; per qualcuno &#8211; di populismo) estremo del tessuto sociale la sua arma vincente, che ha parlato e continua a parlare senza filtro, direttamente alle persone. Non ha avuto bisogno di ostentare il suo schieramento, il suo &#8220;essere di sinistra&#8221;, ma solo la sua personalità, la continuazione del &#8220;modello Emiliano&#8221;, senza Comunisti, Udc o Io Sud che potessero tenere. Non (solo) per contare su un elettorato di orientamento di centrodestra, ma soprattutto perché la percezione di determinati valori riconoscibili come di destra o di sinistra da parte dei cittadini è giustamente ai minimi storici. Ed è una questione con cui fare i conti seriamente, da parte dei partiti.</p>
<p>Emiliano è un perfetto amministratore e non è stato un buon segretario regionale del PD per tanti motivi (carica da cui si dimetterà a breve, come promesso in caso di vittoria). Tra tutti l&#8217;incapacità di conciliare il suo spirito personalistico, ottimo per dare polso a un&#8217;amministrazione pubblica, con la collegialità di un partito e, magari, di componenti più scafati. Ma è giusto così.</p>
<p>Uno come Emiliano deve fare l&#8217;amministratore, non il politico. Non è per lui, né è giusto che un partito debba contare su leader con tali caratteristiche. Chi è più avvezzo alla politica della costruzione di percorsi comuni, prese di posizione e trasmissione di valori deve occuparsi della creazione di quei collegamenti con la gente che oggi sorprendentemente mancano.</p>
<p>I partiti di centrosinistra non possono avere tra i propri caratteri il leaderismo alla Berlusconi, seppur hanno bisogno di leader carismatici. C&#8217;è tutto un substrato da ricostruire, a partire dai circoli di paese fino al congresso nazionale. Senza questo lavoro di destrutturazione e recupero di valori e credibilità, si rimarrà tutta la vita alla ricerca di un messia per le tornate elettorali. E si continuerà a lamentarne le caratteristiche accentratrici. Senza però avere alternative credibili.</p>
<p>Gli amministratori facciano gli amministratori, coadiuvati e supportati dai partiti. Ma i partiti tornino a fare un mestiere che non riesce loro da troppi anni.</p>
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		<title>Stupidorisiko, la guerra stavolta è reale</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Apr 2009 17:49:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianvito Rutigliano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[pubblicato su http://www.barilive.it/news/news.aspx?idnews=13267
14.600 guerre nella storia. Stati, nazioni, imperi e potentati economici che si alleano, si combattono, si tradiscono e si distruggono. Come nel gioco del Risiko, ma con carri armati veri e soprattutto morti. Milioni e veri anche quelli, in uno Stupidorisiko, insomma, come quello tracciato nello spettacolo teatrale prodotto da Emergency e portato  [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gianvitorutigliano.wordpress.com&blog=3092542&post=583&subd=gianvitorutigliano&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:right;">pubblicato su <a href="http://www.barilive.it/news/news.aspx?idnews=13267">http://www.barilive.it/news/news.aspx?idnews=13267</a></p>
<p>14.600 guerre nella storia. Stati, nazioni, imperi e potentati economici che si alleano, si combattono, si tradiscono e si distruggono. Come nel gioco del Risiko, ma con carri armati veri e soprattutto morti. Milioni e veri anche quelli, in uno <em><strong>Stupidorisiko</strong></em>, insomma, come quello tracciato nello spettacolo teatrale prodotto da Emergency e portato  a Bari grazie all&#8217;impegno degli attivisti del nostro territorio. A dare corpo a un monologo tragicomico e denso di riflessioni sulla follia dei conflitti, l&#8217;autore e interprete Mario Spallino, per la regia di Patrizia Pasqui. I fondi incassati nel corso della serata saranno destinati all&#8217;ospedale di Khartoum, in Sudan, sede di un centro specializzato in cardiochirurgia e totalmente gratuito, che la sede pugliese dell&#8217;associazione fondata da Gino Strada ha deciso di “adottare”.</p>
<p><span id="more-583"></span>Nel monologo, l&#8217;attore ha ripercorso quasi cento anni di guerre nella doppia veste di soldato in trincea e narratore, pronto a evidenziare le numerose (ed evidenti) contraddizioni alla base delle azioni armate. Ogni volta si promette che sia l&#8217;ultima e sistematicamente invece spuntano nuovi pretesti per imbracciare ancora i fucili.<br />
La “Grande” guerra del 15-18, con i suoi dieci milioni di morti e 600mila in Italia, doveva essere quella risolutiva e invece è stato solo un episodio di una continua escalation di nuove tecnologie, armamenti sempre più sofisticati, tattiche sempre più affinate e risultati sempre uguali. Migliaia di vittime di missili “intelligenti”, territori devastati dagli effetti delle bombe atomiche e dall&#8217;uranio impoverito, con conseguenze ancora devastanti a decine di anni di distanza. La sferzante e amara satira di Spallino ha messo in luce i veri interessi che muovono le classi politiche mondiali a giocare con le vite umane come se fossero i carri armati del Risiko: l&#8217;economia. Quella che continua ad armare l&#8217;Africa, depredata delle sue risorse utili per soddisfare gli stati neo-imperialisti: emblematico è il caso del Congo, per ottenere il coltan (un minerale basilare per la costruzione di strumenti come la Playstation). O ancora l&#8217;ormai celebre caso dell&#8217;Iraq, con la fantomatica scusa delle armi di distruzione di massa (che tutti gli Stati possiedono) per rovesciare Saddam Hussein, dittatore sanguinario, anche se fino ad allora un ottimo cliente per gli scambi di petrolio. Una fine, quella del rais, giunta con un&#8217;impiccagione con la quale sono svaniti nomi, fatti e confessioni.<br />
Uno spettacolo in cui il pubblico è stato coinvolto dal black humor del protagonista, che ha spaziato dalle tante vendette che hanno caratterizzato la storia, a quella memoria che il mondo porta ancora addosso, come nella toccante ricostruzione di un viaggio a Mauthausen, in Austria, sede di un gruppo di campi di concentramento nazisti e oggi meta di numerosi viaggi di istruzione. Una località in cui ogni angolo porta con sé dolore e morte di un popolo sterminato «da un&#8217;Europa cannibale».<br />
Il mondo ancora oggi non pare aver imparato le tante lezioni che la storia gli ha impartito ed è compito di tutti evitare che questi errori proseguano. Il clima oggi è di quotidiana e sottaciuta minaccia atomica e il rifiuto della gente comune verso la guerra dev&#8217;essere altrettanto continuo. “Stupidorisiko” è un esempio di questo impegno civile. Ognuno deve trarne il giusto insegnamento.</p>
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		<title>Pino Masciari, l&#8217;Italia che non si arrende</title>
		<link>http://gianvitorutigliano.wordpress.com/2009/04/16/pino-masciari-litalia-che-non-si-arrende/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 12:30:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianvito Rutigliano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Testimone consapevole&#8221; per parafrasare un celebre romanzo. Pino Masciari è un imprenditore calabrese, stritolato per tanto tempo, come spesso accade, dalle richieste estorsive delle &#8220;&#8216;ndrine&#8221; calabresi e non solo. Da quando, nel 1990, ha deciso coraggiosamente di denunciare il sistema criminogeno che lo minacciava, costituito anche da politici ed elementi delle istituzioni deviate e colluse, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gianvitorutigliano.wordpress.com&blog=3092542&post=580&subd=gianvitorutigliano&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>&#8220;Testimone consapevole&#8221; per parafrasare un celebre romanzo. <strong>Pino Masciari</strong> è un imprenditore calabrese, stritolato per tanto tempo, come spesso accade, dalle richieste estorsive delle &#8220;&#8216;ndrine&#8221; calabresi e non solo. Da quando, nel 1990, ha deciso coraggiosamente di denunciare il sistema criminogeno che lo minacciava, costituito anche da politici ed elementi delle istituzioni deviate e colluse, la sua vita è cambiata. Per sempre. (pubblicato su http://www.barilive.it/news/news.aspx?idnews=13226)</p>
<p><span id="more-580"></span></p>
<p>Masciari è diventato testimone di giustizia (&#8220;importante testimone di giustizia&#8221; secondo una recente sentenza del Tar), collaborando con lo Stato, ma non risultando da questo protetto. Nel 1997 viene trasferito con la famiglia in una località protetta, ma con modalità singolari e preoccupanti, come nel caso dei suoi figli, che hanno sempre frequentato la scuola con i loro nomi veri, nonostante il Programma Speciale di Protezione per i Testimoni di Giustizia prevedesse altro.</p>
<p>Una storia assurda, la sua, fatta di privazioni di scorta, di fallimenti delle sue imprese (la cui causa era invece, secondo il Tar nel 2009, di esclusiva responsabilità delle cosche) pronunciati da giudici poi arrestati, anni dopo, perché al soldo della mafia. Di abbandono da parte di quello Stato che doveva tutelarlo. Ma anche di grande affetto di tanta gente in Italia, grazie alla rete, che continua a raccontare la sua storia, che gli ha fatto da scudo umano quando gli è stata negata la protezione cosicchè, come recita il suo motto, &#8220;ogni persona in più che viene a conoscenza della sua storia, gli allunga la vita di un giorno&#8221;. La promozione di quell&#8217;impegno civico che lo Stato chiede sempre di esprimere denunciando, ma che, come in questo caso, non viene premiato. Ma non per questo si alza bandiera bianca.</p>
<p>Pino Masciari racconterà la sua storia anche in provincia di Bari, in una due giorni organizzata dalla Scuola di Formazione Politica &#8220;Antonino Caponnetto&#8221;, presieduta a livello nazionale da Nando Dalla Chiesa. Il coordinamento pugliese ha deciso di portare l&#8217;esperienza dell&#8217;imprenditore calabrese nelle scuole e tra la cittadinanza, in tavole rotonde con amministratori locali, giornalisti e giuristi. Domani venerdì 17 aprile, alle 10 Masciari sarà alla scuola media &#8220;Luigi Tanzi&#8221; di Mola di Bari con il sindaco Nicola Berlen, il procuratore aggiunto della Repubblica Marco Dinapoli e Giuseppe Milano della scuola Caponnetto. Alle 17, presso l&#8217;auditorium comunale di Locorotondo, sarà accompagnato dall&#8217;assessore Rossella Piccoli, l&#8217;avvocato Marianna Aloisio, lo scrittore e criminologo Michele Cagnazzo e dal componente commissione cultura della Camera Pierfelice Zazzera.</p>
<p>Sabato 18 sarà invece la volta della scuola media di Rutigliano &#8220;Alessandro Manzoni&#8221;, con il sindaco Lanfranco Digioia e il dirigente scolastico Nicola Valenzano a presentare agli alunni Masciari e ancora l&#8217;organizzatore Milano.<br />
La storia di Pino Masciari è fatta di Stato e Antistato, a volte pericolosamente vicini, di ingiustizia, di affetto e aspettative tradite. Ma soprattutto di coraggio, che gli è valso la cittadinanza onoraria in tanti Comuni d&#8217;Italia e l&#8217;aiuto di tante persone di buona volontà. Per evitare che lo Stato perda definitivamente la memoria.</p>
<div class="tstCommenti"></div>
<p><strong></strong></p>
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		<title>riequilibrati/squilibrati.</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Apr 2009 13:56:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianvito Rutigliano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Quando Berlusconi ha pronunciato il diktat bulgaro era il 2002, proprio ad aprile. Avrei compiuto 18 anni dopo un mese, mi ritenevo già di sinistra e colsi la gravità del fatto perché fu colpito in particolare un mio personale riferimento come Enzo Biagi. Oggi, il giorno in cui la vendetta governativa è tornata a colpire, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gianvitorutigliano.wordpress.com&blog=3092542&post=576&subd=gianvitorutigliano&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://gianvitorutigliano.wordpress.com/2009/04/15/riequilibratisquilibrati/"><img src="http://img.youtube.com/vi/8Q55Te1p6yY/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p><img title="vauro_berlusca_napoleone_2006" src="http://gianvitorutigliano.files.wordpress.com/2009/04/vauro_berlusca_napoleone_2006.gif?w=150&#038;h=142" alt="vauro_berlusca_napoleone_2006" width="150" height="142" align="left" />Quando Berlusconi ha pronunciato il diktat bulgaro era il 2002, proprio ad aprile. Avrei compiuto 18 anni dopo un mese, mi ritenevo già di sinistra e colsi la gravità del fatto perché fu colpito in particolare un mio personale riferimento come Enzo Biagi. Oggi, il giorno in cui la vendetta governativa è tornata a colpire, abbattendo Vauro Senesi, manca un mese ai miei 25 anni, continuo a ritenermi di sinistra, credo di voler fare il giornalista da grande e colgo la gravità del fatto benché non un fan spassionato del vignettista toscano.<br />
<span id="more-576"></span><br />
&#8220;Colpire uno per educarne 100&#8243; è un concetto che mi ha sempre fatto orrore, ma pare essere &#8211; come sempre &#8211; quello che ha armato la richiesta del dg Rai Mauro Masi.</p>
<blockquote><p>Nella prossima puntata i necessari e doverosi riequilibri informativi</p></blockquote>
<p>Riequilibrare. Intorno alle dichiarazioni di disgusto espresse da Berlusconi e Fini, e poi scopiazzate da parlamentari di maggioranza, vertici di azienda e un delirante deputato PD, tal Enzo Carra, prossimo a lasciare la barca quando affonderà alle europee. È un momento che mi scoraggia da morire, che dovrebbe produrre riflessioni sullo stato attuale dell&#8217;informazione, sui metodi di questo Governo sempre più autoritario e critica-repellente. Ma lo sconforto è tale che butta giù qualsiasi intenzione.</p>
<p>Oggi non c&#8217;è più bisogno di rivedicare senza timore la paternità dell&#8217;<a href="http://cronologia.leonardo.it/storia/biografie/matteot.htm" target="_blank">omicidio Matteotti</a> davanti al Paese. È sufficiente far capire le proprie intenzioni in modo più o meno velato, in modo da affermare poi di non averlo mai ordinato concretamente, a chi concretamente e (sulla carta) legittimamente può eseguirli. Il gioco è fatto. È intimidazione, contro qualsiasi cosa vada con forza fuori dal proprio seminato. Persino fuori da quella parvenza di democrazia portata spesso a propria giustificazione (&#8220;le televisioni di proprietà della mia famiglia sono tra le più fiere oppositrici del Premier&#8221;). Messaggi mirati, che colpiscono al cuore la libertà di espressione e comunicazione, non su soggetti forti (stavolta) ma sui più piccoli, con pretesti che possono persino essere condivisi dall&#8217;uomo della strada. La macabra vignetta sull&#8217;aumento di cubatura sì, ma per i cimiteri, è un assist che il Governo non si è fatto sfuggire.</p>
<p>Il Paese DEVE indignarsi.</p>
<p>Solidarietà a Vauro Senesi e la redazione di AnnoZero.</p>
<blockquote></blockquote>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/gianvitorutigliano.wordpress.com/576/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/gianvitorutigliano.wordpress.com/576/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/gianvitorutigliano.wordpress.com/576/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/gianvitorutigliano.wordpress.com/576/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/gianvitorutigliano.wordpress.com/576/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/gianvitorutigliano.wordpress.com/576/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/gianvitorutigliano.wordpress.com/576/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/gianvitorutigliano.wordpress.com/576/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/gianvitorutigliano.wordpress.com/576/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/gianvitorutigliano.wordpress.com/576/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gianvitorutigliano.wordpress.com&blog=3092542&post=576&subd=gianvitorutigliano&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>mode, modi. perché i partiti (almeno a sinistra) non mangeranno mai l&#8217;università.</title>
		<link>http://gianvitorutigliano.wordpress.com/2009/04/09/mode-modi-perche-i-partiti-almeno-a-sinistra-non-mangeranno-mai-luniversita/</link>
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		<pubDate>Thu, 09 Apr 2009 16:53:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianvito Rutigliano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ai ragazzi oggi non piacciono i partiti politici. Agli universitari oggi non piacciono affatto i partiti politici nelle università. E come rappresentanza giovanile, se si facesse un sondaggio, alcune associazioni studentesche fortemente politicizzate schiacerebbero senza pietà i partiti. Questo è un assunto su cui spenderei più di qualche euro alla Snai.
Come i partiti possono recuperare [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gianvitorutigliano.wordpress.com&blog=3092542&post=570&subd=gianvitorutigliano&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img title="partiti" src="http://gianvitorutigliano.files.wordpress.com/2009/04/partiti.jpg?w=150&#038;h=68" alt="partiti" width="150" height="68" align="left" />Ai ragazzi oggi non piacciono i partiti politici. Agli universitari oggi non piacciono affatto i partiti politici nelle università. E come rappresentanza giovanile, se si facesse un sondaggio, alcune associazioni studentesche fortemente politicizzate schiacerebbero senza pietà i partiti. Questo è un assunto su cui spenderei più di qualche euro alla Snai.</p>
<p>Come i partiti possono recuperare credibilità prima e consensi poi tra gli universitari? Cosa stanno facendo per farlo da una parte e dall&#8217;altra? E soprattutto, quali sono gli spazi dei giovani con tessere di partito nelle facoltà? Per formazione e interesse personale me lo sono sempre chiesto. Dopo qualche anno di esperienza, qualche idea me la sono fatta.<br />
<span id="more-570"></span></p>
<p><strong>Chi va forte.</strong> Badate alle presentazioni delle associazioni ai ragazzi. &#8220;Siamo un&#8217;associazione apartitica&#8221; e spesso, con colpevole ignoranza (o semplice lapsus freudiano), &#8220;apolitica&#8221; per indicarne invece l&#8217;apartiticità. La risposta dei giovani è, nella stragrande maggioranza dei casi, favorevole. Non a caso. Non c&#8217;è nemmeno bisogno di guardare i dati delle ultime elezioni baresi per constatare il cannibalismo elettorale di Studenti Indipendenti, formazione apartitica. I ragazzi sono delusi, qualche volta ma non sempre in modo qualunquista, dai partiti e l&#8217;idea di farsi spremere dai giovani adepti di questi, fa loro ribrezzo. Meglio affidarsi a chi è presente nelle facoltà dall&#8217;immatricolazione alla laurea, offrendo servizi che vanno dallo statino alla dritta su un esame, piuttosto che a quelli che mobilitano gli studenti per informarlo o rivendica i loro diritti fuori e dentro gli organi di rappresentanza.</p>
<p><strong>Il caso Azione Universitaria. </strong>AU nasce come i giovani universitari di AN. Oggi, con l&#8217;avvento del PDL, i ragazzi sono poco meno che orfani, ma continuano a mietere riscontri positivi. Il loro successo è legato da una forte identificazione di destra, che prescinde quella partitica. Tanto che il PDL, in previsione, ne è sempre più lontano. I giovani &#8220;antifascisti&#8221; (per loro stessa ammissione) sono l&#8217;incarnazione ideale di chi vota a destra e che, in quanto giovane e voglioso di chiara identità, non accetta mezze misure. L<a href="http://gianvitorutigliano.wordpress.com/2008/12/31/universita-se-a-destra-della-destra-non-ce-piu-niente/" target="_blank">&#8216;avvicinamento a formazioni come Blocco studentesco</a> ne è la prova lampante. Non la destra del manganello, ma certamente antisinistra e identitaria. In più la capillare presenza nelle aulette, con servizi offerti simili a quelli delle apartitiche, ne fornisce la definitiva consacrazione. AU è di destra destra, ma dà allo studente ciò che gli serve. Per questo non andrà mai sotto dal punto di vista elettorale.</p>
<p><strong>Cosa fa il centrodestra.</strong> Il PDL, sempre più distante da AU, cerca nei singoli leader delle apartitiche i suoi cavalli di razza. O piazza i propri cavalli di razza come leader delle apartitiche.<a href="http://gianvitorutigliano.wordpress.com/2009/01/16/fiaccola-tricolore-e-giovani-fiamme/" target="_blank"> Lo fa sottotraccia</a>, senza ostentarlo, lasciando alle sigle la parvenza di distanza dal partito. Magari vendendo  il prodotto con un &#8220;c&#8217;è di tutto. Di destra, di sinistra. C&#8217;è chi vota Berlusconi, chi Rifondazione&#8221; salvo poi, a conti fatti, trovare una componente di destra più &#8220;governativa&#8221; di quella di Azione fortemente preponderante.</p>
<p><strong>A sinistra e centrosinistra.</strong> L&#8217;UDU, per la vicinanza a una realtà come il sindacato (CGIL) meno conosciuta ai ragazzi, ha vita più facile di una giovanile di partito e rappresenta una fetta quasi totalitaria degli studenti universitari. Ha certamente al suo interno più ragazzi vicini, per formazione e simpatie, a partiti più di sinistra del PD, ma questo non rileva come fondamentale. La forza, infatti, proviene da alcune basi programmatiche ricorrenti (la lotta al numero chiuso, i servizi gratuiti o agevolati agli studenti e parecchio altro) che la contraddistingue senza lasciare dubbi. C&#8217;è un riconoscimento nel merito, non nella facciata. E superando la seconda, tramite la prima, c&#8217;è lo spazio perché i giovani di partito forse meno vicini (i Giovani Democratici) possano esprimersi in favore o contro.</p>
<p><strong>Giovani Democratici come. </strong>Sinistra Giovanile e Giovani della Margherita ci hanno provato, senza riuscirci, a creare un polo che li rappresentasse esplicitamente, senza giochini. Ci sono riusciti elettoralmente, grazie alla scelta di universitari radicati, ma politicamente sono naufragati presto. Per l&#8217;assenza, colpevole, di una base politica di riferimento. All&#8217;università, sul campo, non basta dirsi di un partito, ma bisogna avere le idee chiare su come affrontare i singoli problemi che affliggono lo studente. Qual è la posizione sul numero chiuso, sugli sbarramenti all&#8217;accesso alle professioni, sugli sprechi (dove sono e come affrontarli). L&#8217;approccio identitario non funziona qui. È per questo che formare una realtà a sè sarebbe una scelta perdente. Elettoralmente prima di tutto, per l&#8217;enorme difficoltà del PD a farsi capire soprattutto dagli under 30, e politicamente poi per la mancanza di una base di ragionamento.</p>
<p>I GD devono fare chiarezza. Quali sono le posizioni sui problemi più sensibili. Una volta chiarito questo, e constatata la somiglianza o meno con una realtà come l&#8217;UDU, tirare le debite somme. Che senso avrebbe riconoscere (ad esempio) la maggioranza delle idee come simili a quelle del sindacato studentesco e creare un polo a parte? Memore delle esperienze passate, la risposta è: nessuna. Dovrebbe partire allora un&#8217;integrazione organica, senza perdere i propri connotati identificativi, almeno all&#8217;inizio dell&#8217;avvicinamento. Un avvicinamento storico, magari a Bari, perché mai successo in tanti anni e non ancora chiarito in altre parti d&#8217;Italia. <em>Condicio sine qua non</em> per la riuscita dell&#8217;operazione è però la piena disponibilità delle rispettive basi e dei dirigenti. Ovvero rimuovendo le puzze sotto i vari nasi, senza sguardi storti &#8220;perché del PD&#8221;, senza fighettagine politica alcuna. Lo stesso dovrebbe fare l&#8217;altra realtà barese importante di sinistra, ovvero il Collettivo di Lettere e filosofia, diverso ma piuttosto vicino all&#8217;UDU. L&#8217;ostruzionismo a una fase così delicata e davvero di portata epocale nella nostra città sarebbe un colpo mortale.</p>
<p>Le basi devono fare la propria parte. Personalmente, da appassionato di politica universitaria e analista dei profili dei vari leader delle sigle in campo, ho per la prima volta fiducia incondizionata. Per apertura, buona volontà e preparazione i responsabili di UDU, GD e COLF (per quanto questo senza ufficiali capi o segretari) sono forse &#8211; nel complesso &#8211; i migliori possibili da sei anni a questa parte. Che nessuno me ne voglia. Ma non è un caso se di una possibilità del genere si stia parlando ora e non prima.</p>
<p>La chiarezza, per i GD prima e per gli altri poi, dev&#8217;essere fatta il più presto possibile.</p>
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		<title>grandi uomini &#8211; grandi precursori</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 13:17:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianvito Rutigliano</dc:creator>
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		<category><![CDATA[giovanni paolo II]]></category>
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		<description><![CDATA[Ricordare che oggi ricorre il quarto anniversario della morte di Giovanni Paolo II, proprio nel giorno della prematura scomparsa di un grande comunicatore e uomo per bene come don Vito Marotta, mi ha portato a guardare alcuni video.
Il celebre &#8220;Non abbiate paura&#8221; non l&#8217;avevo mai davvero ascoltato.

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			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img align="left" title="giovanni-paolo-ii" src="http://gianvitorutigliano.files.wordpress.com/2009/04/giovanni-paolo-ii.jpg?w=150&#038;h=190" alt="giovanni-paolo-ii" width="150" height="190" />Ricordare che oggi ricorre il quarto anniversario della morte di Giovanni Paolo II, proprio nel giorno della prematura scomparsa di un grande comunicatore e uomo per bene come don Vito Marotta, mi ha portato a guardare alcuni video.</p>
<p>Il celebre &#8220;Non abbiate paura&#8221; non l&#8217;avevo mai davvero ascoltato.</p>
<p><span id="more-565"></span></p>
<blockquote><p>Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa cosa è dentro l&#8217;uomo. Solo lui lo sa</p></blockquote>
<p>È un messaggio di pace universale. Un&#8217;esortazione che personalmente va oltre il senso stretto dell&#8217;evangelizzazione cattolica e che può essere letta anche in maniera più laica. La sensazione che mi dà è di un invito all&#8217;apertura, alla fiducia, al rigetto delle chiusure mentali e morali a quel prossimo che è sempre sinonimo del Cristo invocato da Wojtyla.</p>
<p>Un discorso di 30 anni fa. Che in questo periodo di falsa disponibilità, condizionata dalla convenienza, suona come un invito imperdibile. Che in questo periodo di chiusura a immigrati e xenofobia spacciata per amore della patria, suona come un macigno sulle coscienze di chi ci vuole deliberatamente portare verso un baratro. Uno di quei moniti che come società civile dal Vaticano dovrebbero prendersi volentieri.</p>
<p>Un esempio di umanità. Ancora più alta, se rapportata a quella del suo terribile successore. Nonostante i contenuti a tratti simili su alcune tematiche, il paragone rimane improponibile.</p>
<p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://gianvitorutigliano.wordpress.com/2009/04/02/grandi-uomini-grandi-precursori/"><img src="http://img.youtube.com/vi/OL1w7QTtS_E/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
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			<media:title type="html">giovanni-paolo-ii</media:title>
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		<title>non dire onda se non ce l&#8217;hai una sponda.</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Mar 2009 17:50:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianvito Rutigliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[universiade]]></category>
		<category><![CDATA[cgil]]></category>
		<category><![CDATA[colf]]></category>
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		<description><![CDATA[Doverosa premessa a queste righe è che esprimo un disagio tutto personale. Mi piace scrivere e lo faccio volentieri per poter buttare giù due righe di sprono più che di critica. Spero di non ostentare superiorità inutile. Non è nelle mie intenzioni.
Via.
Avevo letto che l&#8217;Onda barese sarebbe ripartita oggi, con mio sommo gaudio. Da osservatore [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gianvitorutigliano.wordpress.com&blog=3092542&post=562&subd=gianvitorutigliano&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img title="0592" src="http://gianvitorutigliano.files.wordpress.com/2009/03/0592.jpg?w=150&#038;h=113" alt="0592" width="150" height="113" align="left" />Doverosa premessa a queste righe è che esprimo un disagio tutto personale. Mi piace scrivere e lo faccio volentieri per poter buttare giù due righe di sprono più che di critica. Spero di non ostentare superiorità inutile. Non è nelle mie intenzioni.<br />
Via.<br />
<span id="more-562"></span>Avevo letto che l&#8217;Onda barese sarebbe ripartita oggi, con mio sommo gaudio. Da osservatore esterno non sono però riuscito a trovarla, per l&#8217;insufficiente apporto degli studenti. Da osservatore interno rilevo che forse qualcosa non è andata per il verso giusto. Evidentemente.</p>
<p><strong>Il set.</strong> Oggi in tutta Italia sono state indette manifestazioni contro le politiche governative sulla formazione da parte della CGIL. A Bari si è seguita la mobilitazione nazionale in parallelo indetta dall&#8217;Unione degli Universitari e degli Studenti e tutti hanno pensato a un ritorno dell&#8217;Onda studentesca. E questo è stato il primo errore. L&#8217;UDU ha sostenuto la CGIL, non ha re-innescato quel processo di movimento studentesco che ha coinvolto l&#8217;intera città e di cui è stata grande promotrice e animatrice. I rapporti tra sindacato confederale e omologo universitario sono stretti, senza nascondersi inutilmente. In questo caso allora non è di Onda che si doveva parlare, ma di mero appoggio. Forse gli entusiasmi sollecitati hanno fatto più vittime che successi.</p>
<p><strong>Il cast.</strong> Oltre ai rappresentanti del comparto formazione CGIL, gli studenti sono mancati. C&#8217;erano solo quelli più vicini all&#8217;UDU, ma non quelli simpatizzanti o che si lasciano sollecitare o altro. Sono mancati gli studenti.</p>
<p><strong>Gli assenti. </strong>Il COLF, apartitico e asindacale per definizione, era in facoltà. I Giovani Democratici, la cui parte che ha vinto le primarie costitutive ha stretto alleanza con l&#8217;UDU sotto elezioni e il cui progetto era di carattere politico e non meramente elettorale, erano a spasso.</p>
<p><strong>I motivi.</strong> Oggi si è partiti dalla fine dell&#8217;autunno caldo 2008 e non dall&#8217;inizio. Se c&#8217;è un interesse a far ripartire il movimento, stoppato dalle elezioni di UniBa, bisogna necessariamente ricominciare dal vecchio cast con piattaforme politiche. Solo dopo confluire nelle manifestazioni. Cullarsi su un seguito pur consolidato e vasto può rivelarsi controproducente all&#8217;interno e all&#8217;esterno. Ma è dall&#8217;interno che possono provenire i maggiori pericoli. Ritengo che l&#8217;UDU in quanto realtà universitaria più forte della città prenda il pallino del gioco in mano. Ma senza il coinvolgimento di COLF e GD, se non per coinvolgimento delle folle almeno per quello politico delle parti in causa, &#8211; lo scrivo con estrema franchezza &#8211; c&#8217;è ben poco da inondare. O da ri-inondare. Il processo è già molto difficile, per un clima raffreddato in tutta Italia, per le elezioni che hanno creato forse degli scontenti (tra associazioni e studenti semplici), ma è obbligatorio provarci con l&#8217;obiettivo di riuscirci. Le grandi manovre della soldatessa Gelmini continuano anche dopo l&#8217;approvazione della finanziaria. Fino ad oggi ci sono state solo questioni di tagli economici ingenti e sconvolgenti. Dietro l&#8217;angolo ci sono le riforme didattiche e di governance, i cui primissimi segnali sono tutt&#8217;altro che buoni.</p>
<p><strong>Tutte le direzioni. </strong>Ricostituire il coordinamento stop133 è un&#8217;opera titanica, anche perché molti dei costituenti, non avendo da pubblicizzarsi per le elezioni, mancheranno. Ma ripartire dalle forze di sinistra della città è il primo passo per ridare vigore e dignità alla parola &#8220;Onda&#8221;, che consiglio di non utilizzare per un po&#8217;, evitando di svilirne l&#8217;immagine importante costruita nei mesi precedenti il 2009. Il movimento serve, oggi quanto ieri. Ma dev&#8217;essere indipendente dai padri putativi o naturali delle sigle che si dicono interessate. L&#8217;UDU deve serrare i ranghi, i GD devono capire dove e come andare, il COLF deve profumarsi il sottonaso. Senza questi particolari, per favore, viviamo di ricordi e non illudiamo nessuno.</p>
<p>Non ci può essere la naturalezza dei giorni autunnali, ma quello spirito va ricercato prima di qualsiasi altra cosa. Le intenzioni possono esserci tutte. Basta mettere da parte i protagonismi, fare i passaggi giusti di coinvolgimento e guardarsi le spalle. Giocare di sponda. I solisti sono destinati a spomparsi.</p>
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